Incarichi clientelari in Calabria Etica, slitta l'udienza preliminare
Il gup del Tribunale di Catanzaro ha rinviato per difetti di notifica l'udienza per i dodici indagati coinvolti nell'inchiesta sugli incarichi clientelari all'interno dell'Ente in house
Slitta l’udienza preliminare a carico di dodici indagati coinvolti nell’inchiesta sugli incarichi clientelari in Calabria etica. Incarichi che avrebbero consentito di fagocitare all’interno dell’ente in house della Regione Calabria una miriade di assunzioni. Si tratta di Pasqualino Ruberto ex presidente della fondazione Calabria Etica, ente in house della Regione Calabria; Vincenzo Caserta, già dirigente generale reggente del dipartimento "Sviluppo economico, Lavoro, Formazione e Politiche sociali; Tadiana Gabriele, presidente della commissione selezionatrice dei progetti "Responsabilità sociale delle imprese in Calabria", "Potenziamento del servizio di accompagnamento per rendere accessibile l'informazione sociale nelle aree interne" e "Sostegno politiche integrate a favore della famiglia"; Sonia Libico e Ulisse Mancari, componenti della commissione selezionatrice dei progetti; Michele Parise, Patrizia Nicolazzo e Maria Francesca Cosco, presidente e componenti della commissione selezionatrice del progetto "Piano di comunicazione istituzionale"; Antonello Catanese, Domenico Pisano, Maurizio Scerra, membri del collegio dei revisori dei conti della fondazione; e Caterina Ferrante, amministratore unico e legale rappresentante della Crc Consulting. Difetti di notifica nella fissazione dell’udienza preliminare ha reso necessario un rinvio dell’udienza al prossimo 26 settembre.
I reati contestati. Secondo le ipotesi accusatorie, la Commissione avrebbe violato tutta una serie di disposizioni normative e costituzionali con la complicità dell’ex leader di Calabria Etica, favorendo ingiustificatamente alcune persone piuttosto che altre. Sotto la lente di ingrandimento l’assunzione di 251 collaboratori effettuate anche a fini clientelari a ridosso delle elezioni al Consiglio regionale e delle amministrative comunale del 2015 di Lamezia Terme, dove Ruberto, all’epoca die fatti era candidato a sindaco. In particolare, secondo le ipotesi di accusa Ruberto, Caserta, Gabriele, Libico, Mancari, Parise, Nicolazzo, e Cosco, venendo meno al proprio dovere di pubblici ufficiali e trasgredendo all'articolo 97 della Costituzione che prescrive il dovere il dovere di imparzialità nella Pubblica amministrazione, avrebbero illecitamente favorito l'assunzione di collaboratori in relazione a quattro progetti «dal contenuto fumoso, privi di concretezza e di riferimenti alle modalità di attuazione nonché carenti di accordi con le autorità collegate cui i lavoratori erano destinati». Gli indagati devono difendersi a vario titolo dai reati di peculato e diverse ipotesi di abuso di ufficio. (ga. pa.)
