Calabria, in arrivo un "fiume atmosferico" con piogge torrenziali e venti da uragano
Territorio a rischio alluvione. Previsti oltre 400 mm di pioggia sul versante tirrenico. Mari in tempesta con onde fino a 14 metri
Una configurazione meteorologica di estrema pericolosità si sta dirigendo verso il Sud Italia. Un vasto corridoio di bassa pressione di origine atlantica, noto come “Atmospheric River”, sta per investire la Calabria, trasportando un carico di umidità eccezionale che rischia di abbattersi violentemente su un territorio già fragile e saturo d'acqua.
La Calabria, dunque, si prepara a vivere ore critiche, essendo stata individuata come la regione più esposta a questa nuova ondata di maltempo. Le previsioni indicano che tra mercoledì 11 e venerdì 13 febbraio, le province di Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria potrebbero essere sommerse da accumuli pluviometrici spaventosi, compresi tra i 350 e i 400 mm. Massima allerta per i grandi massicci montuosi — Pollino, Sila, Aspromonte e Serre — e per i centri urbani come Lamezia Terme, dove il rischio di esondazioni e smottamenti è altissimo a causa di terreni che non riescono più ad assorbire l'acqua dopo quaranta giorni di piogge ininterrotte.
Il quadro meteorologico sarà aggravato da una ventilazione furiosa. Raffiche di Libeccio, Ponente e Maestrale sferzeranno la regione con intensità paragonabile a quella di un uragano, superando in alcune aree i 140-150 km/h. Questo "blast" d'aria, causato dal crollo della pressione atmosferica, flagellerà il territorio per oltre 36 ore, rendendo estremamente probabili danni alle infrastrutture e pesanti disagi ai trasporti aerei e marittimi.
Lo stato del mare desta particolare preoccupazione: sulle coste tirreniche si attendono onde altissime, capaci di raggiungere i 14 metri, con mareggiate che potrebbero causare una severa erosione costiera e distruggere le strutture balneari e i lungomare esposti.
In sintesi, le prossime giornate metteranno a dura prova la tenuta idrogeologica della Calabria. Le autorità raccomandano la massima prudenza negli spostamenti e il monitoraggio costante dei bollettini ufficiali, poiché l'eccezionalità dei fenomeni previsti configura un rischio concreto per l'incolumità dei cittadini e l'integrità dei centri abitati.
