Morì il 4 settembre 2012, alle 23.10, nella sua stanza della Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova ma le sue spoglie riposano al cimitero di Pannaconi, frazione di Cessaniti, in provincia di Vibo Valentia. Perché malgrado sia nata e abbia vissuto la sua breve ma significativa esistenza nel Veneto si considerava calabrese a 360 gradi. I suoi genitori, infatti, si erano trasferiti nel 1991 dalla natia Calabria per motivi di lavoro del padre, proprietario di un’azienda del settore edile. Quando ormai era chiaro che stava per morire, Denise Cascasi, questo il suo nome, ottenne di poter vedere per l’ultima volta il mare della Calabria, che tanto amava. Lo desiderava da tanto, specialmente da quando, nel 2011, non aveva potuto tornare, perché impedita dalle terapie.

Ragazza tenace, umile e generosa, portata per gli studi ma anche per la pallavolo, ebbe una fede sempre più profonda col passare degli anni. Il 25 maggio 2011 le fu diagnosticato un linfoma di Hodgkin: si sottopose a tutte le terapie, finché, nei primi mesi del 2012, non ebbe un crollo fisico. Nel periodo della malattia scrisse molte riflessioni sul senso della vita, sulla preghiera e sulla fiducia in Gesù e nella Madonna, riportandole su fogli volanti, che inseriva tra i suoi quaderni di scuola. Il 3 dicembre 2011 fu pellegrina al santuario di Collevalenza con i genitori e la sorella: si affidò pienamente a Gesù Amore Misericordioso, sia che ottenesse il miracolo della guarigione, sia che non fosse accaduto. Morì il 4 settembre 2012.

Adesso, per come riporta "il Mattino di Padova" , la nascita del Comitato per il processo di Canonizzazione, fortemente sostenuto dai familiari per i quali  sono "molte le testimonianze delle grazie ricevute".