Estorsione ad un imprenditore, tre arresti a Torino. C'è anche un calabrese
Minacce telefoniche oltre che dirette. Ma anche un episodio per certi aspetti raccapricciante: qualcuno che chiama l’asilo del figlio, di appena 4 anni, comunicando alla maestra che il bimbo sarebbe dovuto uscire prima dell’orario consueto. Nessuno però si presenterà a prendere il piccolo e i suoi familiari, avvisati dell’accaduto, confermeranno che nessuno di loro abbia fatto alcuna chiamata.
Alla base degli episodi una presunta richiesta estorsiva: 100 mila euro che avrebbero dovuto indennizzare un artigiano torinese, Cosimo Damiano Marziano, per una causa in effetti persa dallo stesso sia in sede di tribunale civile che in Corte d’Appello.
Marziano per ottenere i soldi si sarebbe così rivolto ad altre due persone: Roberto Loccisano, un 52enne di Gioiosa Ionica residente nella frazione Borgaretto di Beinasco, e Cristian Scognamiglio, 42enne originario di Pinerolo e residente a Orbassano.
Tutti e tre sono finiti in carcere al termine di un’indagine condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Torino. Tra questi spicca proprio la figura del calabrese, Loccisano, che come scrive lo stesso Gip che ha firmato l’ordinanza a loro carico, è "gravato da un assai allarmante precedente per omicidio commesso negli anni Ottanta nonché da ulteriori annotazioni relative a reati assai gravi per quanto risalenti nel tempo".
