Tra i numerosi giornali internazionali che si stanno occupando del maxi processo Rinascita Scott - recentemente anche il noto giornale satirico Charlie Ebdo (che ha disegnato Gratteri, Luigi Mancuso e Andrea Mantella, ne abbiamo parlato QUI) - spicca nei giorni scorsi lo spazio dato dall'Agence France-Presse (Afp), tra le più prestigiose e autorevoli agenzie di stampa al mondo. Diversi infatti gli articoli pubblicati a firma dell'attenta giornalista Alexandria Sage che, dopo essere venuta personalmente in Calabria, ha affrontato sia il tema del maxi processo che la situazione di Vibo Valentia.

"Oggi le persone parlano di più perché si fidano di più di noi. Vedono i risultati e quindi sono incoraggiate, ci considerano credibili", ha detto il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri parlando con Afp, spiegando che le persone sono più disponibili a parlare dopo l'inizio del maxi processo. "La gente non può immaginare che ci sia qualcuno che si prenderà cura dei loro problemi. Piangono, si disperano... si emozionano perché stanno parlando con il pubblico ministero. Poi si rincuorano perché vedono che siamo seri" ha aggiunto Gratteri parlando dei suoi incontri settimanali per parlare con tutti coloro che chiedono di essere ascoltati.

L'agenzia di stampa francese si è anche soffermata sulla provincia di Vibo, dal recente tentato omicidio nella movida che "ha riacceso i timori" alle speranze per il futuro: "Alcuni vedono Vibo a una svolta, altri insistono che la 'ndrangheta è ancora troppo potente per essere superata". In ogni caso sembra respirarsi un'aria nuova: "Prima di Rinascita praticamente ogni notte ricevevamo notizie di auto bruciate, cancelli abbattuti sparati o danneggiati, persone in ginocchio", ha detto il comandante provinciale dei carabinieri Bruno Capece. Della stessa idea il procuratore Camillo Falvo, che ai microfoni di Afp ha ricordato come fino a poco tempo fa "qui governavano solo i clan e la risposta dello Stato era praticamente inesistente".

Il problema, ha aggiunto il procuratore di Vibo, è che uno Stato debole ha favorito il gioco della 'ndrangheta. Si parla infatti di una provincia dove oltre il 40% dei giovani è senza lavoro, con negozi che continuano a chiudere e molti (troppi) problemi irrisolti. L'Afp ha citato anche le parole del giornalista di Zoom24 Argentino Serraino, secondo cui "Vibo è una città triste, spenta, che imbruttisce le persone e non le spinge a dare il meglio di sè. Anche se questo non significa che debba continuare ad essere così, però".

Infine con l'occhio esterno di un giornale internazionale, evidenziando quanto la 'ndrangheta abbia affossato l'economia vibonese - tra fondi pubblici rubati e imprese soffocate dal pizzo - la prestigiosa agenzia di stampa sintetizza bene l'assurdità e la crudeltà della criminalità organizzata verso il territorio vibonese: "Nonostante il quasi monopolio della 'ndrangheta sul commercio europeo di cocaina, e i miliardi riciclati attraverso investimenti nell'economia legale in tutta Italia e all'estero, la mafia continua a spremere la gente del posto". Perchè il controllo sulla città e sulla vita delle persone, per la 'ndrangheta, è fondamentale: la paura e la mancanza di libertà sono ciò di cui si si nutre per continuare a mantenere il potere. Qualcosa però, nelle strade di Vibo e della Calabria, sta cambiando.