Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato l'aggravante delle modalità mafiose nel reato di estorsione contestato a Gaetano Soriano, 52 anni, ritenuto al vertice dell’omonimo clan di Pizzinni di Filandari, nel Vibonese, unitamente al fratello Leone Soriano. Il venir meno delle aggravanti ha permesso a Gaetano Soriano di lasciare il carcere (era detenuto dal 25 marzo scorso) per gli arresti domiciliari. E' stata così accolta l'istanza degli avvocati Giovanni Vecchio e Pamela Tassone.

Gaetano Soriano

L'estorsione sarebbe stata compiuta ai danni di un proprietario terriero di Filandari. A dare esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare era stata la Guardia di Finanza. Secondo l’accusa, Gaetano Soriano avrebbe di fatto “espropriato” un proprietario terriero A.L.S. che stava realizzando dei lavori sulla propria proprietà. Gaetano Soriano, rivendicando il terreno come proprio, non avrebbe più permesso al legittimo proprietario di mettere piede sul terreno e neanche di rientrare in possesso di diversa legna lì ammassata e derivante dalla potatura degli alberi di ulivo. I fatti risalgono allo scorso anno.

Gaetano Soriano è rimasto coinvolto unitamente al fratello Leone, al figlio ed al nipote, nell’operazione antimafia denominata “Ragno”. Di recente la Cassazione ha annullato anche nei suoi confronti la condanna di secondo grado (15 anni e 9 mesi di carcere) ordinando un nuovo processo d'appello.  (g.b.)