Negli scorsi giorni, in uno stato di delirio, un individuo ha commesso atti violenti: ha aggredito un uomo, tentato di strangolare sua moglie e ha causato danni devastanti irrompendo in un appartamento. Questi comportamenti pericolosi si sono verificati nei giorni precedenti, contribuendo a diffondere il panico nella zona del Vibonese.

Maria, badante di origine romena, ha lanciato un appello disperato per l'uomo con il quale è stata sposata per vent'anni. Questi episodi di violenza hanno avuto inizio dopo che l'uomo, che fino all'anno precedente godeva di buona salute, ha subito l'amputazione delle dita a causa di un'embolia al piede. Dopo l'intervento, ha affrontato una profonda depressione e ha assunto psicofarmaci per mesi.

Le situazioni sono peggiorate un mese fa quando l'uomo ha attaccato con un coltello il figlio della signora che Maria assisteva, ha tentato di strangolare la stessa Maria e ha appiccato un incendio nella loro casa a San Costantino, dove vivevano da dieci anni. A seguito di questi incidenti, tutti denunciati alla polizia, Maria ha perso il suo lavoro di badante.

Attualmente, Maria cerca aiuto per l'uomo, che ora vaga senza meta, privo di cibo e acqua. Sabato scorso, armato di una spranga di ferro, ha fatto irruzione in un appartamento a Vena Superiore e ha causato danni ingenti, compreso l'incendio dell'appartamento stesso. Prima di entrare nell'appartamento, ha danneggiato diverse auto parcheggiate nel cortile.

La proprietaria dell'appartamento ha testimoniato la sua furia distruttiva e ha espresso incredulità per il fatto che l'uomo sia stato rilasciato dopo soli 24 ore dalla Questura, nonostante la sua condotta. La signora Adriana, che ha sporto denuncia regolare, è preoccupata per i danni subiti e per l'incapacità di fermare l'uomo prima che commettesse ulteriori atti criminali.

L'insicurezza e l'amarezza persistono nei giorni successivi all'incidente. La signora Adriana esprime timori per la propria sicurezza, poiché lei e suo marito hanno smesso di dormire nella loro casa dalla terribile notte dell'incidente. L'uomo resta libero, e questa situazione solleva interrogativi sulle azioni delle autorità competenti e sulla protezione delle persone.

La moglie dell'uomo ha condiviso queste preoccupazioni e ha riferito che l'uomo si è posizionato di fronte all'ospedale Jazzolino minacciando i passanti. Nonostante la presenza di poliziotti nella zona, nessuna azione è stata intrapresa. La moglie è stata costretta a restare lontana a causa del divieto emesso dalla Questura.

Nel frattempo il capogruppo di Azione in consiglio comunale a Vibo, Giuseppe Russo, ha invocato azioni concrete. «Relativamente all'individuo di origine straniera che si aggira nella città di Vibo Valentia, in condizioni psichiatriche tali da scatenare panico tra la popolazione, resosi protagonista nei giorni precedenti anche di altri atti di violenza inaudita, invito con estrema sollecitudine il neo assessore Lillo Scionti (Politiche sociali) a predisporre un TSO per il ricovero immediato di questa persona che risulta in evidente stato di disagio mentale», ha dichiarato.

«Lo stesso soggetto sembrava fino qualche settimana fa essere una persona tranquilla ma evidentemente a corto di cure sanitarie che ne hanno scatenato atteggiamenti nevrotici acuti tanto da destare forte preoccupazione tra la popolazione. Necessario, dunque, riportare una sorta di serenità tra le strade cittadine. - ha continuato Russo - Aggiungo che il neo assessore nelle sue dichiarazioni in sede di proclamazione ha esternato espressa disponibilità di soluzioni immediate alle problematiche esposte: eccone una urgente ed immediata che gli pongo».