’Ndrangheta, la Dda svela il sistema: “Controllo totale del territorio” (NOMI)
Un’organizzazione che, attraverso una “articolata distribuzione di compiti e funzioni”, avrebbe esercitato un controllo capillare sul territorio

Un sistema strutturato, capace di radicarsi sul territorio e imporre regole e controllo attraverso intimidazioni e violenza. È il quadro delineato dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nel processo scaturito dall’inchiesta “Thyrrenum”, la cui requisitoria si è conclusa questa mattina con l’intervento della pm Giulia Pantano.
Al centro del procedimento, la presunta esistenza di un gruppo criminale attivo nel Tirreno cosentino e ritenuto espressione della cosca Muto, con al vertice – secondo l’accusa – Giuseppe Scornaienchi. Un’organizzazione che, attraverso una “articolata distribuzione di compiti e funzioni”, avrebbe esercitato un controllo capillare sul territorio, in particolare nell’area di Cetraro.
Nel fascicolo confluiscono diversi episodi: tentativi di estorsione ai danni di imprenditori operanti nei settori sanitario e dei trasporti, azioni intimidatorie contro una discoteca del litorale con esplosione di colpi d’arma da fuoco, oltre a due tentativi di furto ai danni di sportelli bancomat. Contestati anche reati di ricettazione di auto e targhe, nonché detenzione illegale di armi ed esplosivi, in alcuni casi utilizzati per rafforzare la pressione estorsiva.
Il processo vede impegnato un ampio collegio difensivo composto, tra gli altri, dagli avvocati Antonio Quintieri, Giuseppe Bruno, Maurizio Nucci, Giorgia Greco, Cesare Badolato e Marco Bianco.
Le richieste di condanna della Dda
Dieci gli imputati per i quali la Distrettuale Antimafia ha chiesto la condanna, invocando pene severissime.
Fedele Cipolla (condanna richiesta 10 anni)
Ido Petruzzi (condanna richiesta 10 anni)
Luca Occhiuzzi (condanna a 12 anni)
Giuseppe Scornaienchi (condanna a 20 anni e 60mila euro di multa)
Vincenzo Bufanio (condanna a 18 anni)
Giuseppe Antonuccio (condanna a 16 anni)
Marco Antonuccio (condanna a 4 anni)
Claudio Vattimo (condanna a 6 anni)
Giuseppe Ferraro (condanna a 16 anni e 6 mesi)
Giuseppe Spanò (condanna a 4 anni)
