"Roba di famiglia", a Vibo in quattordici rinviati a giudizio per detenzione di droga
Quattordici persone sono state rinviate a giudizio per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti scaturito dall'operazione "Roba di famiglia". Il processo con rito ordinario avrà inizio per tutti il prossimo 17 dicembre davanti al Tribunale collegiale di Vibo Valentia mentre l'unico imputato ammesso all'abbreviato comparirà davanti al gup il 6 novembre.
A processo. Sono stati rinviati a giudizio Angelo Accorinti, 30 anni, di Zungri, (avvocato Francesco Sabatino); Pino Fusca (in foto),42 anni, di San Marco di Cessaniti (avvocato Giuseppe Bagnato); Andrea Caglioti, 28 anni,(avvocato Francesco Sabatino) e Pasquale Caglioti, 52 anni, di San Giovanni di Zambrone (difeso dagli avvocati Giovanni Vecchio e Francesco Stilo); Sebastiano Navarra, 45 anni, di Rombiolo (avvocati Francesco Muzzopappa e Francesco De Luca); Antonio Alessandria, 24 anni, di Zungri (avvocati Francesco De Luca e Roberto Padula); Luca Navarra, 21 anni, di Pernocari, frazione di Rombiolo (avvocati Muzzopappa e De Luca); Antonello Francolino, 44 anni, di Potenzoni, frazione di Briatico (avvocato Giuseppe Bagnato); Giuseppe Caglioti, 50 anni, di San Giovanni di Zambrone (avvocato Francesco Sabatino);Fabio Raffa, 31 anni, di Zungri (avvocato Francesco Stilo); Domenico Pugliese, 27 anni, di Zungri (21.02.1991, difeso dall’avvocato Alessandro Restuccia); Domenico Pugliese, 22 anni, di Zungri (29/01/1996, difeso dall’avvocato Alessandro Restuccia). Ammesso al rito abbreviato solo Antonino Giannini, 24 anni, di Zambrone (avvocato Michelangelo Miceli) che comparirà davanti al gup di Vibo Valentia il prossimo sei novembre.
L'inchiesta. “Roba di famiglia” fu il nome dell’operazione con la quale è stata disarticolata una fitta rete di spaccio riconducibile ad un sodalizio criminale composto da quattordici persone e capeggiato da un gruppo familiare. Secondo l’accusa riforniva di marijuana, hashish e cocaina tutta l’area costiera del Vibonese. I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, unitamente ai militari di Nerviano, provincia di Milano, eseguirono nello scorso mese di aprile otto misure cautelari: sei ai domiciliari e due obblighi di dimora. Altre sei persone sono state deferite a piede libero.
