Le nuove rivelazioni del collaboratore di giustizia reggino chiamano in causa Giovanni Aiello, detto "Faccia da mostro": "Fu lui a schiacciare il pulsante in via D'Amelio"

"È stato il poliziotto Giovanni Aiello, alias Faccia da mostro, a far saltare in aria Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta. Fu lui a schiacciare il pulsante in via D'Amelio. Me lo confidò Pietro Scotto quando eravamo in carcere all'Asinara. E anni dopo me lo confermò Aiello in persona". E' quanto afferma il pentito Nino Lo Giudice, detto il Nano, esponente di spicco dell'omonima cosca reggina. Le sue nuove rivelazioni, verbalizzate dai pm reggini e catanzaresi, sono riportate in un articolo di Walter Molino sul Fatto Quotidiano.

La dichiarazione. "Fu Aiello – avrebbe rivelato Lo Giudice – a premere il pulsante in via d'Amelio. Me lo confidò Pietro Scotto quando eravamo in carcere all'Asinara. E anni dopo me lo confermò Aiello in persona. Aggiunse che a Palermo aveva fatto altre cose, fra cui l'omicidio Agostino. Ma quando ho raccontato tutto sono stato minacciato dai servizi".

"Faccia da mostro" Non è la prima volta che il poliziotto Aiello, residente a Montauro, nel Catanzarese, viene tirato in ballo dai collaboratori di giustizia. Sul suo conto, oltre a Lo Giudice, vi sono anche le dichiarazioni di Consolato Villani. "Faccia da mostro" (per la sua guancia sfregiata dall'esplosione di un ordigno in gioventù) come viene indicato Giovanni Aiello, il funzionario dei servizi segreti in attività in Sicilia negli anni Ottanta, fino alle grandi stragi del 1992, un piede nelle istituzioni e l'altra fra amici o solo "confidenti" mafiosi