‘Ndrangheta, la Cassazione annulla la confisca dei beni al boss (NOME)
La Cassazione ha annullato la confisca di beni del valore complessivo di circa due milioni di euro disposta nei confronti dell’imprenditore catanzarese Leonardo Catarisano, già condannato nell’operazione “Jonny” come presunto capo dell’omonimo clan di Borgia. La Quinta Sezione Penale ha disposto che un nuovo giudizio si tenga davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro.
Il provvedimento ablativo riguardava società edili e immobiliari, terreni, conti correnti, disponibilità finanziarie e polizze riconducibili a Catarisano e ai familiari, ritenuti sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati. La Suprema Corte ha accolto le censure dei legali dell’imprenditore, Salvatore Staiano, Antonio Lomonaco, Isabella Camporato e Giandomenico Palagruti, evidenziando carenze motivazionali e profili di illegittimità nella ricostruzione dei giudici di merito.
La Corte d’Appello di Catanzaro dovrà ora riesaminare integralmente la posizione di Catarisano e i presupposti della confisca, valutando nuovamente la legittimità del sequestro patrimoniale. La decisione apre un nuovo capitolo in una vicenda giudiziaria complessa, che vede contrapporsi strumenti di contrasto alla criminalità organizzata e tutela dei diritti dell’imputato.
