Medici sotto tiro nel Vibonese: aggredita una dottoressa (NOME)
Salvata dall’intervento dei colleghi dopo un diverbio. I carabinieri avviano le indagini per ricostruire l’ennesimo episodio di violenza sanitaria
Non si arresta l’ondata di violenza che sta travolgendo il personale sanitario della provincia di Vibo Valentia. L’ultimo inquietante episodio si è consumato ieri sera, intorno alle 18:00, presso il Pronto Soccorso di Tropea. Vittima dell’aggressione la dottoressa Alessia Piperno, medico in servizio presso il SUEM 118 e nota delegata dello SMI (Sindacato Medici Italiani), scampata a un vero e proprio pestaggio solo grazie alla prontezza dei colleghi.
Secondo una prima ricostruzione, la tensione sarebbe nata a seguito di una normale procedura di coordinamento tra le centrali operative di Cosenza e Vibo Valentia.

La dottoressa Piperno aveva preso in carico una paziente, accertandone le condizioni stabili ma disponendo, per eccesso di prudenza, un trasferimento tramite ambulanza non medicalizzata per ulteriori accertamenti neurologici presso il presidio di Vibo.
Una decisione clinica che non sarebbe stata "gradita" da un dipendente addetto alla manutenzione delle caldaie dell'ospedale, legato da vincoli di parentela con la paziente. L’uomo avrebbe prima raggiunto telefonicamente il medico, inveendo contro di lei con accuse di presunte negligenze, per poi passare dalle minacce verbali ai fatti.
Pochi minuti dopo la telefonata, l’uomo si è presentato fisicamente nei locali del Pronto Soccorso, riuscendo a raggiungere la stanza in cui si trovava la dottoressa. Secondo le testimonianze dei presenti, l’esagitato si sarebbe scagliato contro la sanitaria con l'intento di colpirla. Solo l’intervento immediato e coraggioso degli altri operatori sanitari presenti sul posto ha evitato il peggio: i colleghi sono riusciti a creare un cordone di sicurezza, bloccando l'aggressore e tenendolo a distanza fino all'arrivo delle forze dell'ordine.
Nonostante il forte stato di choc, la dottoressa Piperno ha allertato i Carabinieri della Stazione di Tropea. I militari, giunti tempestivamente sul luogo, hanno identificato il presunto autore del gesto e raccolto la denuncia dettagliata della dottoressa. L’episodio riaccende drammaticamente il dibattito sulla sicurezza dei camici bianchi, colpendo una professionista da sempre in prima linea anche per la tutela sindacale dei propri colleghi.
Le indagini proseguono ora per definire i profili di responsabilità penale legati all'interruzione di pubblico servizio e alla tentata aggressione ai danni di un pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni.
