Fanno muro compattamente i sindaci del Vibonese contro l’accorpamento di almeno sei postazioni di Guardia Medica sul territorio provinciale. E la commissaria dell’Asp Maria Pompei Bernardi è costretta a fare un passo indietro, congelando almeno per ora l’operazione resa necessaria dalla mancanza di figure professionali.
Questo l’esito dell’assemblea dei sindaci che si è tenuta nel pomeriggio di ieri nell’Aula di Palazzo Luigi Razza e che ha vissuto anche alcuni momenti di tensione. A presiederla - in assenza della presidente Maria Limardo - è stato il sindaco di Dasà Raffaele Scaturchio.

L'Azienda sanitaria provinciale -in avvio di dibattito -ha proposto l'accorpamento di diverse postazioni di Guardie Mediche: Stefanaconi con Sant'Onofrio, Monterosso con Polia, Mongiana con Fabrizia, Zambrone con Zungri, Caroniti con Spilinga, Brognaturo con Serra e la riduzione da due ad una unità di Guardia medica nel capoluogo.
Un'idea che ha letteralmente fatto saltare dalla sedia alcuni primi cittadini. Il più duro è stato il sindaco di Capistrano Marco Martino: "“Le parole non servono. Questo piano di dimensionamento ha radici profonde. Se qualcuno si permette a togliere la mia guardia medica sono pronto ad azioni eclatanti. Pacifiche ma eclatanti". Ma anche altri amministratori hanno alzato il livello della tensione in Aula: "Una popolazione anziana -ha rimarcato il sindaco di Spadola - non può fare a meno della Guardia medica. Abbiamo la disponibilità dei professionisti, non capiamo per quale ragione dovrebbero essere mandati altrove". A quel punto, la commissaria dell'Azienda sanitaria, accompagnata dal direttore del Distretto Raffaele Bava, è ritornata sui propri passi, modificando nella sostanza la proposta iniziale: "Domani -ha chiarito in conclusione il commissario dell’Azienda sanitaria provinciale -riceverò le Guardie mediche che sceglieranno la postazione da occupare. Vedremo quante ne rimarranno scoperte e faremo appello ai medici di Medicina generale in pensione, in regola con i contributi Enpam, secondo un elenco che ci fornirà il presidente dell’Ordine. Qualora non si riuscisse nemmeno in questo modo, proveremo ad utilizzare al meglio e redistribuire le risorse esistenti. Non abbiamo alcun interesse a chiudere alcunchè anzi stiamo formando i neo-laureati e abbiamo messo a concorso le 23 postazioni di titolarità al momento vacanti". Una soluzione provvisoria che ha consentito di evitare un scontro all'arma bianca con i comuni presenti.