Gli investimenti immobiliari e criptovalute: è questo il nuovo volto della 'ndrangheta che emerge dalle indagini di Rinascita Scott 3, portate avanti dal Ros dei carabinieri con il coordinamento della Dda di Catanzaro. Sotto esame gli affari del clan Bonavota di Sant'Onofrio (provincia di Vibo), svelati grazie alle rivelazioni dei collaboratori di giustizia. Negli esponenti della famiglia Caparrotta sono stati individuati, poi, dei“soggetti attivi” e “disponibili a farsi carico di volta in volta dei compiti assegnati” dal clan.

Le indagini confermano, infatti, la sussistenza di stretti legami tra Basilio Caparrotta ('61) e Giovanni Barone. Le dichiarazioni di molti collaboratori confermano i rapporti tra i Caparrotta e il clan Bonavota. In tal senso, rilevanti sono state le dichiarazioni rilasciate da Andrea Mantella, Bartolomeo Arena, Loredana Patania e Raffaele Moscato, la cui attendibilità risulta vagliata già nell'ambito del procedimento Rinascita Scott. In particolare, nelle dichiarazioni di Andrea Mantella (interrogatorio del 21 aprile 2021) emerge come Basilio Caparrotta ('61) e Gerardo Caparrotta “risultano interni al clan Bonavota” e gli stessi avrebbero svolto “ruoli di prestanome (soprattutto Gerardo), nonché fornito supporto logistico (Basilio '61) per conto del gruppo criminale”. E lo avrebbero fatto fornendo alla cosca un luogo sicuro (due masserie di loro proprietà, una sita a Sant'Onofrio/Stefanaconi in località Morsillara e una a Maierato/Sant'Onofrio in località Petrara) dove occultare a vario titolo oggetti riconducibili a vari reati, nonché latitanti, tra cui lo stesso Mantella.

Dalle dichiarazione di Mantella, inoltre, emerge ancora come Caparrotta risultasse essere stato assunto per volontà del gruppo Bonavota, unitamente a Giuseppe Serratore – informazioni che Mantella spiega di avere appreso per “via diretta proprio per la vicinanza ai clan” Lo Bianco e Bonavota, nonché “indirettamente per essere stato destinatario di informazioni accessibili ai componenti dei sodalizi – presso una ditta incaricata di lavori di manutenzione stradale nel tratto di competenza del clan”. Lo stesso Mantella ha dichiarato che Caparrotta ('61) aveva partecipato con lui “a diverse "mangiate” dei Bonavota dove si discutevano questioni di interesse per il gruppo criminale". Di Basilio Caparrotta ('71), comunque, il collaboratore avrebbe avuto notizie "per la sua vicinanza ai Lo Bianco (prima) e ai Bonavota (poi)". Il legame dei Caparrotta con i clan, quindi, viene ripercorso da Mantella le cui dichiarazioni "vengono confermate dalle emergenze investigative raccolto nel corso delle indagini", così come per gli altri collaboratori.