Un ritrovamento macabro ha scosso la mattinata di Mira, nel veneziano. Il corpo senza vita di un giovane, di età stimata tra i 25 e i 30 anni, è stato scoperto in un terreno incolto nella frazione di Malcontenta, a ridosso della laguna e non lontano dai poli industriali di Porto Marghera e Fusina. A dare l'allarme è stato un passante che, notando la figura riversa a terra in un'area isolata e lontana dalle abitazioni, ha immediatamente allertato i Carabinieri.

Il cadavere, vestito e adagiato su un fianco, presenta una profonda ferita alla tempia. Secondo i primi rilievi, la lesione sarebbe compatibile con un colpo di arma da fuoco. Tuttavia, l'assenza di armi nelle immediate vicinanze del corpo ha spinto la Procura di Venezia ad aprire un fascicolo con l'ipotesi di omicidio.

Sul luogo del ritrovamento sono intervenuti i vertici dell'Arma lagunare: il comandante provinciale Marco Aquilio, il comandante del Nucleo investigativo Giuseppe Battaglia e il magistrato di turno, il sostituto procuratore Christian Del Turco.

Gli inquirenti stanno lavorando senza sosta, proseguendo i rilievi tecnici anche dopo il calare del sole per non inquinare possibili tracce. Al momento, l'identità della vittima resta avvolta nel mistero, anche se alcuni elementi farebbero ipotizzare che possa trattarsi di un cittadino dell'Est Europa.

Tra le piste battute dagli investigatori, quella più accreditata sembra essere quella di un regolamento di conti, consumato in una zona isolata per agire indisturbati. Risposte definitive sull'ora e le cause esatte del decesso arriveranno dall'autopsia, già fissata per venerdì 2 gennaio.

Le ricerche si concentrano ora su eventuali testimonianze o filmati delle telecamere di sorveglianza delle zone industriali limitrofe, nel tentativo di ricostruire gli ultimi spostamenti della vittima o identificare veicoli sospetti in transito nell'area di Malcontenta.