Serra, omicidio Andreacchi: familiari ritirano petizione per targa in ricordo
I congiunti del 18enne sequestrato ed ucciso nel 2009, stanchi di aspettare le varie giunte comunali, hanno stamane richiesto al Comune il definitivo ritiro della richiesta
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I familiari di Pasquale Andreacchi, il 18enne sequestrato ed ucciso nell’ottobre del 2009 ed i cui resti (il cranio e qualche osso) sono stati rinvenuti il 19 gennaio 2010 in un cassonetto dell’immondizia, hanno oggi ritirato in maniera definitiva la petizione popolare con tanto di raccolta firme che era stata avviata nel 2013 per l'intitolazione di una via o una piazza a Serra San Bruno in ricordo del loro congiunto. I familiari ritengono che anche la nuova amministrazione comunale di Serra San Bruno, guidata dal sindaco Luigi Tassone, sia poco interessata all'iniziativa. Analogo disinteresse i familiari di Pasquale Andreacchi hanno imputato alla precedente amministrazione guidata da Bruno Rosi. I familiari, stanchi dell'attesa che dura ormai da quasi tre anni, hanno stamane presentato al protocollo del Comune di Serra San Bruno la richiesta per il definitivo ritiro della petizione con la quale veniva sollecitata l'intiitolazione di una via in ricordo di Pasquale Andreacchi, il cui delitto ad oggi resta ancora impunito.

A lanciare la petizione erano state anche le associazioni “Libera”, “Il Brigante”, “In.Ca. Stri” ed il comitato civico “Pro Serre” che attraverso l’organizzazione di una manifestazione avevano poi consegnato l’istanza al sindaco di Serra, Bruno Rosi. In particolare, l’istanza proponeva l’affissione, in una via del paese individuata dalla giunta
comunale, di una targa commemorativa che, oltre al nome di Pasquale Andrecchi, riportasse pure la dicitura “Ucciso da mano ancora ignota”. (g.b.)
