Vibo, stipendi non pagati: la Provincia contro le banche. Avviata azione legale
Altra giornata di tensione: i lavoratori mettono i sigilli al portone d'ingresso, i vigili del fuoco li rimuovono. Poi il confronto tra il presidente Niglia e i dipendenti. Per bloccare i mutui e pagare gli stipendi annunciata un'azione legale
Cresce la tensione nei locali dell'Amministrazione provinciale di Vibo Valentia. Dopo la protesta dei giorni scorsi, gli incontri in Prefettura, l'occupazione della filiale del Monte Paschi e nessuna novità in arrivo sul fronte degli stipendi, questa mattina lo scontro sembra arrivato a un punto di non ritorno. Il presidente Andrea Niglia ha richiesto l'intervento dei Vigili del fuoco per la rimozione del lucchetto alla porta d'ingresso del palazzo in contrada Bitonto.
I dipendenti per impedire l'inizio dei lavori del programmato Consiglio provinciale hanno infatti apposto una catena ed un lucchetto all'ingresso del palazzo. I consiglieri provinciali sono però entrati da un ingresso secondario e ciò ha scatenato le proteste dei lavoratori che reclamano il pagamento di quattro mensilità arretrate di stipendio, divenute cinque con il mese di dicembre, più la tredicesima. I Vigili del fuoco, dopo non poca fatica, sono comunque riusciti a liberare l'ingresso dal lucchetto e dalle catene. I dipendenti dell'ente, a questo punto, si sono spostati in massa (circa cento persone) nella sala del Consiglio provinciale dove hanno atteso l'inizio dei lavori. La polizia provinciale, in segno di protesta per il mancato pagamento degli stipendi, ha deposto le divise sui banchi del Consiglio provinciale.
Le strategie dell'Amministrazione. Andrea Niglia e gli altri consiglieri si sono presentati in Aula poco dopo mezzogiorno. Prima di dare il via al programmato Consiglio provinciale è andato in scena un aspro confronto con i dipendenti. Il presidente ha prima riferito della sua missione a Roma dove ha incontrato alcuni parlamentari e i rappresentati dell'Upi. Verranno presentati degli appositi emendamenti alla Legge di Stabilità per ottenere la dilazione dei mutui, un finanziamento straordinario per le strade, con il successivo loro passaggio alla competenza dell'Anas e lo sblocco dei fondi per l'edilizia scolastica. Tempi non proprio rapidi visto che gli emendamenti devono ancora passare dalla Commissione Bilancio. Oltre alla strada politica, la Provincia ha deciso di perseguire anche quella giudiziaria. Il mandato è già stato affidato ad un legale di Milano che ha provveduto a depositare una richiesta urgente al Giudice del Lavoro contro la Bnl. Ma i tempi della giustizia, soprattutto a Vibo, sono biblici. C'è poco dunque da sperare ed il tempo è tiranno visto che il 15 dicembre la Tesoreria in capo al Monte Paschi di Siena dovrà sbloccare la rata del mutuo pretesa dalla Bnl e che, di fatto, blocca l'erogazione degli stipendi.
Nulla di fatto. Le precisazioni e le rassicurazioni fornite da Niglia non hanno affatto convinto i lavoratori che hanno espresso pubblicamente tutto il loro dissenso ribadendo la richiesta di dimissioni già formulata in altra assemblea. Durissimo Cristian Vardaro, Rsu della Cgil: "La politica - ha detto guardando negli occhi il presidente Niglia - non è stata solo assente, ma latitante. Non ha capito che noi non stiamo protestando solo per avere i nostri sacrosanti stipendi, ma per difendere il territorio da questi soprusi. Lo stiamo facendo per dare un futuro ai nostri figli. Per questo pretendiamo rispetto e dignità. Le chiacchiere stanno a zero".
