Nel Mezzogiorno l’incidenza dell’economia non osservata resta la più alta d’Italia: nel 2022 ha rappresentato il 16,5% del valore aggiunto complessivo, contro l’11,7% del Centro, il 9,4% del Nord-est e l’8,9% del Nord-ovest. È quanto emerge dall’ultima Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva pubblicata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Secondo il Mef, in tutte le aree del Paese prevale la sotto-dichiarazione dei redditi, che nel Sud raggiunge il 7,7% del valore aggiunto e scende fino al 4,6% nel Nord-ovest.

Nel Mezzogiorno è significativa anche la quota di valore generato da lavoro irregolare, pari al 6,2%, contro il 3,9% del Centro, il 3% del Nord-est e il 2,9% del Nord-ovest.

A livello regionale, l’incidenza più elevata dell’economia non osservata si registra in Calabria (19,1%), mentre la più bassa riguarda la Provincia autonoma di Bolzano (7,7%).