Spara e uccide il figlio di tre anni e poi si suicida
Una comunità sotto shock e una famiglia distrutta da un gesto tanto violento quanto inspiegabile. Il dramma scoperto dal fratello dell'uomo
Una comunità sotto shock e una famiglia distrutta da un gesto tanto violento quanto inspiegabile. Le autorità del Minnesota hanno confermato i dettagli di un terribile caso di omicidio-suicidio che ha strappato alla vita un bambino di appena 3 anni, Koltyn, per mano del padre, il quarantacinquenne Gene Bartnes.
L'allarme è scattato lo scorso 30 marzo. A fare la macabra scoperta è stato il fratello dell'uomo, insospettito dalla sua assenza ingiustificata sul posto di lavoro. Recatosi presso l'abitazione di famiglia per un controllo, si è trovato di fronte a una scena che le autorità hanno definito "devastante": padre e figlio giacevano senza vita, entrambi raggiunti da colpi di arma da fuoco.
Secondo quanto emerso dalle indagini e dalle strazianti dichiarazioni rilasciate dalla madre del piccolo, Kristi Frazier, la dinamica non lascerebbe spazio a dubbi. Il bambino sarebbe stato colpito alla schiena mentre dormiva profondamente nel suo letto. Successivamente, l'uomo si sarebbe sdraiato accanto al figlio, rivolgendo l'arma contro se stesso e sparandosi al petto.
Prima del gesto estremo, Bartnes avrebbe lasciato tre messaggi d'addio, tra cui una richiesta di perdono per l'atrocità commessa. La madre ha confessato ai media locali che, nonostante l'uomo avesse mostrato comportamenti insoliti nei giorni precedenti, nulla poteva lasciar presagire una deriva così sanguinaria verso il proprio figlio.
Mentre la polizia prosegue gli accertamenti per individuare un possibile movente, la comunità si è stretta attorno a Kristi Frazier. Sulla piattaforma GoFundMe è stata lanciata una raccolta fondi per sostenere la donna nel far fronte alle spese e alle necessità in un momento definito dagli organizzatori come «l'incubo peggiore che un genitore possa mai attraversare».
Un dramma che lascia ferite aperte e interrogativi senza risposta sulla fragilità umana e sulla sicurezza dei più piccoli, anche all'interno delle mura domestiche.
