Violazione della sorveglianza speciale, nuova assoluzione per Giovanni Mancuso
Il 76enne, ritenuto esponente di spicco dell'omonimo clan di Limbadi, era stato sorpreso in compagnia di un pregiudicato ma con "precedenti penali erano datati nel tempo"
Sorpreso dai carabinieri insieme ad un pregiudicato in violazione della sorveglianza speciale alla quale era sottoposto ma assolto perché il fatto non costituisce reato. Incassa una nuova assoluzione da parte del Tribunale di Vibo Valentia Giovanni Mancuso, 76enne, ritenuto figura apicale dell'omonimo clan di Limbadi.
L'accusa. Lo scorso mese di febbraio era stato arrestato per la seconda volta nel giro di poche settimane e sempre per lo stesso reato, ovvero per aver violato la misura di prevenzione che lo obbligava a non frequentare soggetti gravati da precedenti penali. I carabinieri della Stazione di Limbadi lo avevano però notato in una casa di sua proprietà assieme ad una persona pregiudicata e, per questo motivo, era stato nuovamente sottoposto ai domiciliari.
L'assoluzione. Mancuso è comparso stamani davanti al giudice del Tribunale monocratico Giovanna Taricco che ha accolto la tesi difensiva rappresentata dagli avvocati Francesco Stilo e Giuseppe Di Renzo. Per il giudice il precedente penale della persona con cui Mancuso si trovava in casa risale agli anni '70 e, quindi, è ormai datato nel tempo. Il fatto, insomma, non costituisce reato e Giovanni Mancuso è stato così assolto. Come è avvenuto lo scorso mese di aprile per accuse simili. Il 76enne, condannato in primo grado a nove anni di reclusione per usura al termine del processo “Black money", resta dunque in libertà gravato dalla misura di prevenzione dell'obbligo di soggiorno.
