Due fine settimana dedicati alle “Camminate nella biodiversità”
Rientra nella campagna “FAIBiodiversità” l’iniziativa, a carattere nazionale, che ha promosso per il secondo anno le “camminate” nella biodiversità. Camminate guidate da studiosi, tecnici, botanici, agronomi, biologi, apicoltori e altri esperti, al fine di osservare e conoscere le specie vegetali e animali presenti nei luoghi curati e gestiti dalla Fondazione, per scoprire anche come questa ricchezza sia da proteggere.
Le camminate nella biodiversità sono state organizzate in 23 Beni della Fondazione sparsi in tutta Italia, ma quest’anno si è aggiunto il contributo di una rete di volontari, in tutte le regioni, che hanno proposto oltre 80 visite di approfondimento e percorsi alla scoperta di questo patrimonio di natura e cultura.
Due fine settimana dedicati a queste attività, dal 18 al 19 e dal 25 al 26 maggio. Tra queste, domenica 19 maggio, la visita speciale alla riserva dei Giganti della Sila ha raccontato la biodiversità del territorio silano.
Partendo dai boschi della Sila, la passeggiata si è sviluppata attraverso i sentieri che costeggiano la riserva, puntando l’attenzione su alcuni indicatori faunistici: il lupo e gli uccelli.
In questo secondo weekend, tra le visite di approfondimento organizzate dalle Delegazioni FAI in Calabria, quella del gruppo FAI Giovani di Catanzaro, presso il “Birrificio Lametus Beer Co.”, a Lamezia Terme.
“Esplorando i sapori del birrificio Lametus” il titolo della visita del FAI. Una produzione artigianale di birre di qualità con l’utilizzo di ingredienti selezionati, macchinari e processi produttivi all’avanguardia. Acqua, malto, luppolo e lieviti, sapientemente combinati danno origine a birre dal gusto eccezionale.
Abbiamo incontrato il titolare e fondatore del “Lametus”, Niccolò Crapis, per saperne di più sul suo sistema produttivo, sulle pratiche adottate per ridurre l’impatto ambientale.
Il mastro birraio ci ha spiegato come, ad esempio, al fine di contenere le emissioni di anidride carbonica dovute all’utilizzo dell’energia elettrica e al trasporto degli ingredienti, il birrificio stia installando un impianto fotovoltaico. E “sull’uso della corrente elettrica” ha affermato come “questo sia limitato ai sistemi di refrigerazione”, aggiungendo che “i fermentatori sono super isolati. Inoltre, per gassare la birra, viene utilizzata l’anidride carbonica in fase di fermentazione”. Riguardo all’utilizzo dell’acqua, ha fatto notare come “lo spreco principale potrebbe essere quello per il lavaggio dei macchinari, ma anche in questo caso le tecniche sono ottimizzate”. Riguardo agli ingredienti, ha precisato come “solo da un paio d’anni è possibile comprare materie prime italiane. E se ancora non è possibile per le tipologie di birre, per i malti iniziano ad esistere alternative nazionali. Per il resto ci si rivolge a Germania ed Inghilterra”. Poi apprendiamo del piccolo appezzamento coltivato a luppolo, distante 600 metri dal birrificio.
Un processo produttivo improntato sul rispetto della natura e dell’ambiente, questo del birrificio “Lametus”, in linea con la campagna “FAIBiodiversità” volta a sensibilizzare, soprattutto, in merito alla consapevolezza e alla responsabilità del proprio operare.
