Un “Comitato d’affari” che avrebbe organizzato un “diffuso sistema clientelare” per la gestione di appalti pubblici, ed in particolare di quelli banditi dalla Regione Calabria. Non solo. Nel giro di affari illeciti sono finiti anche lo smaltimento dei rifiuti e una serie di nomine ed incarichi politici. L’inchiesta, denominata “Glicine akeronte” ha portato a diverse ordinanze di custodia cautelare eseguite dai carabinieri del Ros, ed emesse dal Gip distrettuale Antonio Battaglia.

Nel corso della conferenza stampa, il procuratore Nicola Gratteri ha affermato: "Si tratta di una struttura ‘ndranghetista he si articola in cinque paesi del mondo, “dove abbiamo una presenza significativa della ‘ndrangheta“. Tra questi, in particolare, la Germania. Fondamentale infatti il contributo della Polizia federale tedesca, “una delle migliori polizie del mondo. Dopo l’Italia è la Germania il paese” con più alti tassi di ‘ndrangheta, sottolinea il procuratore. “Noi oggi abbiamo arrestato 41 presunti innocenti", chiosa Gratteri, che si sono resi colpevole di tutti i reati possibile riconducibili alla pubblica amministrazione, e tutti i reati di mafia. In particolare, l’epicentro dell’associazione per delinquere è una locale di ‘ndrangheta del crotonese, che aveva rapporti continui con la pubblica amministrazione. Quest’ultima, sottolinea il magistrato, era “asservita alla ‘ndrangheta almeno per un periodo che va dal 2014 al 2020". La locale mafiosa aveva “rapporti diretti con politica regionale".

Gli avvisi di garanzia Sono dieci gli avvisi di garanzia emessi. Tra questi quello che ha colpito l’ex presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, 70 anni, eletto col Pd. L’ipotesi di reato a carico di Oliverio, che è stato in carica proprio dal periodo che va dal 2014 al 2020, é quella di associazione per delinquere aggravata dalle modalità mafiose. Tra gli indagati ci sono inoltre gli ex assessori regionali Nicola Adamo, Antonietta Rizzo, e l’ex consigliere regionale Seby Romeo, tutti del Partito democratico.

Indagato anche un ex dirigente della Regione Calabria, Mimmo Pallaria, ex sindaco di Curinga (Catanzaro) ed attuale consigliere comunale dello stesso centro. Indagata poi Orsola Reillo, ex direttore generale del Dipartimento ambiente e territorio sempre della Regione Calabria. Finiti nel mirino degli investigatori anche l’attuale sindaco di Rocca di Neto, Alfonso Dattolo, all’epoca dei fatti consigliere regionale per l’Udc, e Raffaele Vrenna, di 65, imprenditore del settore dei rifiuti, fratello di Gianni, presidente del Crotone calcio.