Rifiuti, lavoratori sul piede di guerra a Vibo: protesta da domani davanti alla Prefettura
Il presidio dei lavoratori della Eco.Car ancora con un contratto part-time si sposta davanti alla prefettura di Vibo. Il sit-in avrà inizio nella giornata di domani, a partire dalle 10.30 di giovedì 9 luglio. A chiarirlo è il coordinatore provinciale dello Slai Cobas Nazzareno Piperno. "La protesta - che andrà a svolgersi nel rispetto delle misure di distanziamento previste dalla normativa in vigore e con l'uso dei relativi dispositivi di protezione – si innesta - spiega Piperno - nel solco delle precedenti aventi il medesimo oggetto ed è determinata dall'esito negativo di tutti i tentativi compiuti dalla scrivente organizzazione di individuare una soluzione alla vertenza degli operai ancora assunti in regime di part-time che da tempo rivendicano il loro diritto a ritornare al full-time perso e mai più recuperato nel lontano agosto del 2014".
"Nè parte aziendale, infatti, né le istituzioni, prime tra tutte il Comune di Vibo Valentia quale Stazione Appaltante, al momento hanno dimostrato di voler risolvere la palese ingiustizia di cui questi lavoratori sono ancora vittime dopo circa 6 anni di riduzione del loro orario. Chi scrive ritiene esistano margini per una risoluzione del problema stante l'oggettiva necessità di un aumento delle ore lavorate a fronte del necessità del servizio e del corrispettivo diritto dei lavoratori a vedersi consolidato con il tempo pieno il proprio orario di servizio alla luce delle ore in più di lavoro svolte già alle dipendenze della cessante Dusty che aveva creato i presupposti per una trasformazione definitiva in tempo pieno del loro rapporto di lavoro senza poi accogliere le richieste di formalizzare il diritto strada facendo acquisito, rendendo inevitabile intraprendere la strada dei ricorsi giudiziari il cui accoglimento andrebbe a ricadere economicamente anche sulla subentrata Eco.Car".
"Per questi motivi -conclude Piperno - ci siamo determinati alla iniziativa che oggi si annuncia al fine di sensibilizzare le istituzioni e per arrivare alla formazione di un tavolo tecnico cui partecipino, con l'intermediazione della Prefettura, tutte le parti in causa – società e Stazione appaltante oltre ovviamente alla scrivente organizzazione sindacale e ad una delegazione dei lavoratori - al fine di individuare concordemente una soluzione definitiva e possibilmente condivisa a tale annosa vertenza".
