Leggere&scrivere, Costa corregge il tiro: "Il nome di Tropea rimanga"
Il sindaco pensa tuttavia a un festival barocco tutto vibonerse. Nel frattempo la proposta di Mangialavori viene bocciata dal consigliere regionale Michelangelo Mirabello.
“Non ho mai pensato di sostituire al nome di Tropea quello di Vibo Valentia”. Corregge il tiro e prova a gettare in questo modo acqua sul fuoco della polemica il sindaco di Vibo Valentia Elio Costa.
A distanza di 48 ore dalla conferenza stampa tenuta per presentare la proposta di legge mirata ad istituzionalizzare il festival “Leggere&scrivere”, l'ex magistrato ritorna dunque sui propri passi. “Ho solo detto – ha precisato Costa - che mi piacerebbe molto se ci fosse modo di inserire anche la città capoluogo, visto che la manifestazione si svolge a palazzo “Gagliardi”. Diversa sarebbe stata l'idea “già presente nel mio programma elettorale di realizzare un festival Barocco, considerati i palazzi della nostra città che richiamano quella fase storico-culturale, con autori di livello nazionale”.
Nel frattempo la proposta di Mangialavori viene bocciata dal consigliere regionale del Partito democratico Michelangelo Mirabello: “Vorrei sottolineare - chiarisce il consigliere regionale Pd - come sia del tutto fuori luogo la polemica imbastita sulla proposta del sindaco Costa di eliminare il nome Tropea dal brand del Festival. Non interessa alimentare una guerra fra poveri ma è piuttosto sufficiente sottolineare come la denominazione del festival abbia contribuito alla crescita del medesimo in maniera poderosa. Anzi si dovrebbe fare un’operazione inversa, cioè rimettere al centro dell’evento e non in competizione la città di Tropea, in una dimensione di valorizzazione complessiva del territorio e della manifestazione pur nella consapevolezza dello spazio altrettanto importante che è stato riservato alla città capoluogo ed alla splendida cornice di palazzo Gagliardi”.
