“Egregi Commissari Prefettizi, con profonda gratitudine e sincera stima, mi rivolgo a voi per elogiare la sensibilità e la saggezza dimostrate nella decisione di ripensare la delibera che prevedeva il cambiamento del nome della villa Elena”. Così Domenico Cugliari, ex vicesindaco di Stefanaconi, interviene sulla vicenda che nelle ultime settimane ha animato il dibattito cittadino.

Secondo Cugliari, il gesto dei commissari non è solo un atto di rispetto per la memoria collettiva, ma rappresenta un esempio concreto di come le istituzioni possano interpretare il sentimento della comunità, ascoltando e comprendendo le proprie radici storiche. “Forse, nel vostro ripensamento, vi siete immedesimati nel giovane giudice Rosario Livatino – osserva – che non avrebbe mai voluto che il suo nome sostituisse quello di una donna simbolo di amore, dedizione e valori familiari”.

Elena, ricorda Cugliari, era una moglie esemplare, una maestra appassionata e una madre straordinaria, scomparsa a soli 34 anni a causa di una malattia improvvisa. “La sua morte spezzò il cuore dei suoi quattro figli e lasciò un vuoto incolmabile anche nella comunità, che riconosceva in lei una figura di grande valore umano e morale”.

L’ex vicesindaco sottolinea come la scelta dei Commissari rappresenti un messaggio potente: “Il passato e il presente possono convivere armoniosamente senza cancellare nulla, ma aggiungendo significato e valore. La legalità e la giustizia non si affermano con gesti divisivi, bensì con azioni che includono, rispettano e costruiscono ponti tra memoria e futuro”.

Cugliari conclude ringraziando i Commissari: “Grazie per aver rappresentato lo Stato con equilibrio, empatia e lungimiranza. Il vostro operato è motivo di orgoglio per tutti noi”.