E' sempre più dentro le questioni politiche ed elettorali la mafia, e ancora di più i politici coinvolti. I carabinieri del Comando Provinciale di Trapani, infatti, hanno arrestato due persone per scambio elettorale politico mafioso, riconosciuti in Michele Buffa, consigliere comunale di Petrosino (Tp), per il quale sono stati disposti i domiciliari, e Marco Buffa, già coinvolto in inchieste di mafia, per cui il gip ha deciso il carcere.

Una strada, che ha portato poi a tale scoperta, iniziata addirittura dalle indagini sulla latitanza di Matteo Messina Denaro che hanno portato, lo scorso 6 settembre, all’arresto di 35 persone indiziate di associazione di tipo mafioso, estorsione, turbata libertà degli incanti, droga, porto abusivo di armi e gioco d’azzardo aggravati dal metodo mafioso. Marco Buffa, già dunque con precedenti, è stato condannato per associazione mafiosa e per aver favorito la latitanza dei boss del mandamento di Mazara del Vallo. Inoltre avrebbe procurato voti al candidato al consiglio comunale di Petrosino, in cambio di soldi e dell’impegno del politico ad agevolare i clan.

L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Paolo Guido. Secondo la ricostruzione dell’accusa, lo stesso Marco Buffa avrebbe svolto una vera e propria campagna elettorale in favore dell’aspirante consigliere Michele Buffa anche accompagnandolo a casa dei potenziali sostenitori, soprattutto nei quartieri popolari. In cambio avrebbe avuto soldi, promesse di impiego nei lavori socialmente utili per sé e per altri mafiosi e assicurazioni di assunzioni di amici nell’azienda dove lavorava il candidato sponsorizzato.