La città di Cosenza si è risvegliata oggi con una notizia che segna la fine di un'epoca: la scomparsa di Antonio Rugiero, già primo cittadino e segretario provinciale del Partito Socialista. Figura di spicco della politica calabrese tra gli anni Ottanta e Novanta, Rugiero ha lasciato un'impronta indelebile nella storia amministrativa bruzia, venendo ricordato oggi in modo bipartisan come un uomo del "fare" dotato di una rara finezza intellettuale.

Il sindaco in carica, Franz Caruso, ha dato voce al sentimento di mestizia dell'intera comunità, ricordando non solo il profilo istituzionale ma anche il profondo legame personale: «La nostra comunità perde un pilastro della sua storia. Ad Antonio mi legava una comune militanza socialista, espressione di un tempo della politica prestigioso che oggi molti rimpiangono».

Rugiero guidò Cosenza tra il 1980 e il 1982, dopo una lunga esperienza come consigliere e assessore. Caruso lo ha descritto come un «amministratore attento e incisivo, capace di affrontare le sfide più dure con ragionamenti raffinati e costruttivi».

Al coro di cordoglio si è unito anche il sindaco di Rende, che ha rievocato gli anni della comune ascesa politica. «Nel 1980 diventammo sindaci contemporaneamente, lui a Cosenza e io a Rende, in un contesto politico complesso ma affrontato con passione straordinaria», si legge nel messaggio diffuso dall'amministrazione rendese. Rugiero è stato ricordato come un dirigente socialista e autonomista di primo piano, pilastro di quel riformismo che ha inciso profondamente sulla vita democratica dell'area urbana e dell'intera provincia.

Con la morte di Rugiero, la Calabria perde un protagonista di una stagione politica fatta di visioni e concretezza. La sua capacità di mediazione e la sua dedizione esclusiva al bene pubblico rimangono come esempio per le nuove generazioni di amministratori.