Patrimonio immobiliare in profondo rosso: Vibo tra i peggiori capoluoghi d’Italia
Il rapporto del Centro Rep boccia la gestione del patrimonio immobiliare cittadino: Quello vibonese è tra i comuni con il disavanzo più pesante d’Italia. Intanto l'Europa vara il nuovo Piano Casa
Mentre l’emergenza abitativa torna prepotentemente al centro dell’agenda politica nazionale ed europea, per Vibo Valentia i dati che arrivano dalla ricerca non sono rassicuranti. Se da un lato il Governo annuncia un nuovo "Piano Casa" per contrastare il disagio sociale e il Parlamento Europeo approva il Rapporto Hous per sostenere ristrutturazioni e alloggi accessibili, dall’altro la gestione del patrimonio immobiliare locale continua a rappresentare una zavorra economica per le casse comunali.
A tracciare il quadro è l’ultimo rapporto del Centro di ricerca sugli enti pubblici (Rep), che ha analizzato le performance dei Comuni capoluogo tra il 2024 e il 2025. Lo studio mette in luce una gestione deficitaria per la città di Vibo Valentia, inserita nella "lista nera" dei centri con i disavanzi più alti tra canoni di locazione attivi e passivi.
Mentre circa il 60% dei Comuni italiani riesce a chiudere il bilancio immobiliare in attivo (con medie di eccellenza a Milano e Firenze), Vibo Valentia si colloca sul fronte opposto insieme a realtà come Isernia, Roma, Palermo e Genova. In queste città, il patrimonio immobiliare non genera ricchezza ma si trasforma in un costo netto per i cittadini: la spesa per gli affitti passivi e la gestione degli stabili supera di gran lunga quanto incassato dalle locazioni.
Secondo i ricercatori del Rep, la criticità non è solo economica ma anche documentale. Per poter valorizzare gli immobili pubblici in disuso – passaggio fondamentale per accedere ai nuovi fondi europei – è necessario prima di tutto un censimento puntuale. A livello nazionale, il 17% delle amministrazioni offre ancora una rendicontazione scarsa e il 10% non pubblica i dati consuntivi, rendendo impossibile una programmazione strategica.
Per Vibo Valentia, la sfida del prossimo futuro sarà duplice: da un lato risanare un saldo economico che oggi la vede tra le peggiori performance d'Italia, dall'altro mappare con precisione il proprio patrimonio per non perdere il treno dei finanziamenti legati alla ristrutturazione e all'edilizia agevolata. In un momento in cui i prezzi delle case continuano a salire, la capacità di trasformare gli immobili comunali da "costo" a "risorsa abitativa" diventerà il vero banco di prova per l'amministrazione locale.
