"Il congresso provinciale del Pd, nei termini e nei modi in cui è stato celebrato, conferma in maniera plastica la spaccatura che da tempo caratterizza il partito nel Vibonese e certifica il fallimento di una politica muscolare, tutta concentrata sul consolidamento e sulla perpetuazione di vecchie posizioni di potere, che nulla hanno a che fare con il rinnovamento e con il cambiamento che il Pd dovrebbe riuscire a esprimere". E' quanto affermano in una nota confiunta Francesco De Nisi, Gianluca Callipo, Antonio Lo Schiavo e Stefano Soriano. "I nostri appelli all'inclusione - aggiungono i quattro esponenti della minoranza dem - sono rimasti inascoltati e, alla fine, è accaduto quanto speravamo non succedesse: il Pd vibonese ha certificato la sua debolezza politica e organizzativa, restituendo all'opinione pubblica l'immagine di un partito dimezzato, diviso e con un segretario non legittimato".

Assenze illustri. Nella nota si sottolinea l'assenza al congresso di rappresentanti della segreteria nazionale e regionale.  "Ciò - affermano De Nisi, Callipo, Lo Schiavo e Soriano -  appare come la più cocente smentita di chi ha voluto a tutti i costi questo congresso, confermando ancora una volta lo stesso modus operandi e cioè la volontà di continuare a dividere, non preoccupandosi invece che da queste continue forzature deriva il progressivo disimpegno e disinnamoramento dei nostri iscritti , che assistono all'assenza di un vero dibattito politico ma solo alla solita discussione autoreferenziale che non interessa più nessuno".

Goffo tentativo di legittimazione. "La decisione di aver rimandato di una settimana la definizione degli organismi statutari e la nomina dei componenti della segreteria, non è un segno di distensione e di mano tesa alla minoranza, ma in realtà - sostengono - nasconde l'estremo e goffo tentativo di recuperare una legittimazione che manca a questo Pd vibonese".

Le ragioni della minoranza. De Nisi, Callipo, Lo Schiavo e Soriano ribadiscono poi i motivi che li hanno indotti a non partecipare al congresso che ha eletto per acclamazione Enzo Insardà a capo della segreteria provinciale. "La mancanza e la conseguente violazione di regole certe e condivise, che consentano ad ognuno di misurarsi nella vita democratica del partito . Ecco - sottolineano - perché non parteciperemo ad alcun organismo, ma continueremo la nostra battaglia per cambiare questo stato di cose e consentire finalmente al Pd vibonese di evolversi in un organizzazione politica moderna, inclusiva e aperta alle migliori energie della società vibonese. Dovrà rassegnarsi, quindi, chi pensa di potere mettere facilmente da parte chi, invece, in prima persona e con ruoli regionali e nazionali, lavora per la costruzione di una vera forza progressista e riformista".