Sanità, ancora ritardi nelle assunzioni. Malumori tra gli aspiranti
Il decreto è della scorsa estate, ma risulta ancora da completare il reclutamento nei nosocomi di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria.
di DOMENICO BILOTTA
Si era fatto un gran parlare del ritorno alle assunzioni nella martoriata sanità calabrese. E avrebbe dovuto essere una corsa contro il tempo quella per rimpinguare di risorse umane i reparti degli ospedali, considerato che i nosocomi sono ormai da anni in debito d'ossigeno. Eppure, nonostante il decreto risalga alla scorsa estate, per l'esattezza al mese di agosto, i concorsi proseguono a rilento nei tre hub della regione.
A Reggio Calabria sono state assunte 100 delle 147 unità autorizzate dalla struttura commissariale. Situazione del tutto simile nell'azienda ospedaliera "Annunziata" di Cosenza. In previsione ci sono nell'ospedale del capoluogo bruzio 179 assunzioni, ma i reclutati risultano essere al momento circa 120. Un certo ritardo si registra pure a Catanzaro. Al "Pugliese-Ciaccio" dei novantacinque sanitari ne sono stati assorbiti al momento una settantina. Ritardi che gli assunti non hanno preso affatto bene. Resta da capire per quali ragioni le aziende continuino a ritardare il bando dei concorsi. Il tutto a qualche giorno dalla nomina dei direttori generali delle Asp, sui quali la politica, ancora una volta, ha recitato un ruolo preponderante. Eppure, il sistema continua ad essere al collasso e non si intravede una via d'uscita praticabile dal piano di rientro in fondo al tunnel. Insomma, un settore ingessato in una regione in crisi, con il governatore addirittura sollecitato dal tavolo "Adduce" che continua a porre rilievi significativi non solo per quel che concerne la spesa, ma anche per quanto attiene ad altri importanti capitoli: livelli essenziali di assistenza in primis.
