Aborto, cadono le ultime barriere. Con la pillola Ru486 non è più obbligatorio il ricovero
Cadono gli ultimi ostacoli in Italia per ciò che concerne il delicato tema dell'aborto. L'Italia, infatti, ha detto sì all'aborto con l'uso della pillola anche senza ricovero obbligatorio. In prima fila per caldeggiare questa battaglia, il ministro della Salute, Roberto Speranza: "Le nuove linee guida, basate sull’evidenza scientifica, prevedono l’interruzione volontaria di gravidanza con metodo farmacologico in day hospital e fino alla nona settimana. È un passo avanti importante nel pieno rispetto della 194 che è e resta una legge di civiltà del nostro Paese". Così Speranza poco fa su facebook.
Cosa cambia. Dalle nuove linee guida emerge l'assunto che prevede l’aborto farmacologico praticato fino a 63 giorni di gestazione (fino alla nona settimana), superando, sostanzialmente, il limite delle sette settimane. Il farmaco potrà essere somministrato in consultorio o in ambulatorio e la donna, dopo mezz’ora, potrà andare a casa. Una pillola abortiva che consentirà allo Stato anche un notevole risparmio: meno aborti ospedalizzati, meno ricoveri, anestesie e sale operatorie.
Come abortire con la pillola. Le donne che avranno intenzione di abortite dovranno recarsi all' ambulatorio o al consultorio dove riceveranno le necessarie informazioni sul funzionamento del farmaco. Non potranno essere sottoposte al trattamento le donne molto ansiose, con una bassa soglia del dolore o che vivono in precarie condizioni igieniche. In questi casi rimane opportunamente consigliato l’aborto chirurgico con sedazione e da effettuarsi, rigorosamente, in ospedale. Infine, trascorse due settimane dall’assunzione del farmaco, la donna dovrà sottoporsi a una visita di controllo.
