Il pentito Giuseppe Giampà, durante l’udienza del processo "Maestrale-Carthago" a Vibo Valentia, ha rivelato che Fortunato Galati gli aveva chiesto di uccidere Pasquale Pititto, un boss in sedia a rotelle, per vendicare la morte del padre di Galati. Pititto, paralizzato da un attentato negli anni '90 e ora in regime di 41bis, era stato condannato all'ergastolo per un omicidio negli anni '80.

Giampà ha spiegato di aver discusso della richiesta con il cugino Stagno, ma entrambi erano scettici e preoccupati per la fuga dopo l’omicidio. Pititto, il suocero di Stagno e Rocco Cristello, era un importante esponente della ‘ndrangheta a Mileto.

Interrogato sulle attività criminali in Brianza, Giampà ha parlato del cugino Antonio Stagno, che gestiva una ‘ndrina locale legata ai Mancuso e ai traffici di droga. Dopo la morte di Rocco Cristello, i Gallace presero il controllo dell'area, portando a conflitti e atti violenti per il controllo del territorio e delle estorsioni.

Giampà ha anche descritto la composizione del locale di Giussano, formato da persone di origini vibonesi, tra cui i Cristello e i Galati, parenti della moglie di Stagno, Caterina Galati.