Beirut, 4 agosto 2020 - Scenario apocalittico per le strade di Beirut. Almeno due potenti esplosioni hanno scosso la città e una densa colonna di fumo rosso si alza dalla zona del porto della capitale libanese. La gente è scesa in strada terrorizzata, ovunque ci sono vetri in frantumi. L'intera zona del porto è stata inghiottita da quello che ha tutto l'aspetto di un fungo atomico, davvero impressionante.

Ci sarebbero almeno dieci morti e  centinaia di feriti, secondo molti reporter locali. Uguale il bilancio reso noto da Al Arabiya che cita una fonte di sicurezza locale. Secondo i corrispondenti di AFP sul posto molti feriti si stanno trascinando a piedi per le strade, diretti agli ospedali della città. Davanti al centro medico di Clémenceau, decine di feriti, compresi i bambini, a volte coperti di sangue, aspettano di essere curati. Quasi tutte le vetrine dei quartieri di Hamra, Badaro e Hazmieh, nella parte orientale di Beirut, sono state distrutte, così come le finestre delle auto che sono state abbandonate per le strade con gli airbag gonfiati.

Militari italiani coinvolti


Due militari italiani sono rimasti feriti in modo non grave in seguito alle esplosioni avvenute a Beirut, mentre altri sono sotto osservazione perché in stato di choc. Lo apprende l'Ansa da fonti qualificate, secondo cui i militari fanno parte di un'unità del contingente italiano in Libano. A quanto si apprende, quasi tutti i militari italiani coinvolti, feriti e non, nelle esplosioni appartengono all'unità Joint Multimodal Operations Unit (Jmou di Beirut, inquadrata nel Comando Contingente Italiano (IT-NCC) di Naqoura, con il principale scopo di favorire la cooperazione internazionale e l'integrazione sociale tra i militari italiani e la popolazione libanese. Il percorso, focalizzato sull'apprendimento delle principali nozioni della lingua italiana, ha visto, tra l'altro, la partecipazione di alcune donne, perlopiù vedove di militari libanesi, spiega il sito della Difesa. (foto ansa)

FOTO E VIDEO | CONTINUA A LEGGERE QUI