L’amministrazione comunale con in testa il sindaco Limardo ha ieri deciso l’aumento, almeno del
20%, della tassa sui rifiuti "provocando un ulteriore peso economico per le famiglie e per i
commercianti vibonesi che vivono già una profonda crisi che è sotto gli occhi di tutti".

"Mentre la maggior parte dei comuni italiani riduce le tasse - scrivono Claudia Gioia, componente coordinamento cittadino Pd e presidente "Vibo Unica" e Samantha Mercadante, componente coordinamento cittadino Pd e vicepresidente "Vibo Unica" - il Comune di Vibo da un lato mette le mani nelle tasche dei cittadini e dall’altro però elargisce incarichi e prebende a professionisti privati, per come più volte testimoniato dalla stampa locale. I buoni propositi di aiuto ai commercianti, annunciati dal sindaco come al solito solo verbalmente, si infrangono alla prova dei fatti che invece dimostrano l’assenza di una visione strategica per favorire il commercio e le famiglie in difficoltà".

Tutto ciò, secondo le due dem, si verifica "nell’assoluto silenzio dei parlamentari vibonesi che hanno messo la faccia per questa amministrazione con il paradosso che firmano interrogazioni parlamentari per chiedere al Ministro dell’Interno di ripristinare la legalità a Reggio Calabria".

Da qui le domande nascono spontanee: "Perché questi stessi parlamentari non si pongono il problema di adoperarsi per ripristinare la legalità prima di tutto sul loro territorio di appartenenza e cioè a Vibo Valentia? Hanno fatto finta di non capire la vicenda che ha riguardato la revoca dell’assessore al Commercio Gaetano Pacenza? E soprattutto questi parlamentari che sostengono l’attuale maggioranza hanno fatto di tutto per rimuovere quelle ambiguità che caratterizzano questa amministrazione, ormai note a tutta la città che le sussurra a bassa voce ma che nessuno ha il coraggio di affrontare in modo determinato?".