Luca Apriceno, un uomo di 38 anni originario di Santa Domenica di Ricadi, ha ottenuto il permesso di lasciare il carcere per essere sottoposto agli arresti domiciliari, equipaggiato con un braccialetto elettronico. La sua detenzione era stata precedente, poiché era stato arrestato a Milano dalla polizia. Le accuse contro di lui includono il possesso illegale di un'arma da fuoco, una pistola Beretta M34 calibro 9 corto, con matricola abrasa e munizioni corrispondenti (6 colpi nel caricatore), classificata come arma clandestina. Inoltre, è stato accusato di detenere 2,5 grammi di cocaina e 22,15 grammi di marijuana. La polizia di Milano aveva fatto la scoperta di queste sostanze stupefacenti e dell'arma il 16 novembre scorso.

La decisione di sostituire la detenzione in carcere, inizialmente svolta a San Vittore, con gli arresti domiciliari a Roma, è stata presa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano. Questo cambio di misura cautelare è stato approvato in risposta a un'istanza presentata dall'avvocato Giuseppe Di Renzo. Come parte degli arresti domiciliari, a Luca Apriceno è stato imposto l'obbligo di indossare un braccialetto elettronico, una misura restrittiva che permette alle autorità di monitorare i suoi movimenti.