"L’avvocato non può essere attaccato perché fa il suo lavoro. Qualsiasi indagato o imputato ha diritto ad essere assistito in maniera adeguata". A parlare, in riferimento all'omicidio del 21enne Willy Monteiro Duarte a Colleferro, è il procuratore capo di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri. Intervistato da "Il dubbio" il magistrato ha sottolineato: "Anche se i fatti che vengono contestati sono gravissimi, il difensore, nel momento in cui svolge la sua professione in maniera leale e deontologicamente corretta, fa solo il proprio lavoro".

Non reagire di "pancia". Anche nel caso di Colleferro, che ha scosso una nazione, "la funzione del difensore è essenziale", così come "è necessaria, in un sistema giudiziario di un Paese democratico, per il mafioso, per gli ’ndranghetisti, addirittura per chi è giunto a commettere le più gravi atrocità quali sciogliere un povero bambino nell’acido o per chi ha compiuto delle stragi". Bombardieri è cosciente del fatto che "certi accadimenti così gravi suscitano, giustamente, sdegno e rabbia nelle persone" ma "non bisogna reagire di 'pancia', bisogna stare attenti a non farsi trascinare dalle emozioni".

Battaglia culturale di magistrati e avvocati. A questo punto, secondo il procuratore di Reggio Calabria, "avvocatura e magistratura devono essere unite per portare avanti una battaglia culturale, che miri al rispetto delle regole di uno Stato di Diritto. Certamente, è una battaglia di tipo culturale che non può vedere avvocati e magistrati disuniti o in contrasto tra loro". "Vanno affermati il diritto di chiunque ad essere adeguatamente difeso - conclude Giovanni Bombardieri - ed il diritto dello Stato ad affermare la propria potestà attraverso l’esercizio dell’azione penale".