Cercano di arrivare alla spiaggia libera, il bagnino li prende a calci e pugni
Aggrediti dal personale di uno stabilimento privato, il Marechiaro, solo perché cercavano di entrare sulla spiaggia attraverso un varco pubblico e chiedevano dove fossero i cartelli informativi previsti dal regolamento comunale. Il lungomuro a Ostia colpisce ancora.
I fatti sono successi intorno alle 12,30. Un gruppo di attivisti dell'associazione Mare Libero arriva nei pressi del varco pubblico dopo il Pontile, nello stabilimento Marechiaro gestito dalla Kelly's srl.
Gli attivisti sono sei: cercano di entrare ma vengono bloccati dal personale della struttura che chiede il pedaggio di una decina di euro. "Ci fermano e ci dicono che è una spiaggia privata, per entrare bisogna pagare", spiegano i sei di mare Libero che chiedono l'anonimato per timore di ritorsioni: anche questa è Ostia.
"Abbiamo fatto presente che era un varco pubblico e che non potevano chiedere i soldi, loro hanno risposto che quando si entra in casa privata si saluta, dimenticando il fatto che le spiagge non sono proprietà private ma sono date in concessione e la legge prevede che non bisogna pagare per andare sulla battigia".
L'alterco attira gli altri dipendenti dello stabilimento e, spiegano gli attivisti di Mare Libero, attaccano il cartello sul varco pubblico che prima non c'era. "Lo hanno messo subito dopo che ci hanno visti e ci hanno detto che lo stavano spolverando. In pratica hanno privatizzato il varco pubblico e questo è reato. Infatti si sono innervositi, erano in otto, e hanno subito chiesto perché stavamo dando fastidio".
La polemica monta, arriva un bagnino della struttura, volano parole grosse, arriva una pattuglia della polizia locale ma i toni non si placano. "Chiediamo perché non c'era il cartello del varco pubblico - continuano i sei di mare Libero - e all'improvviso l'assistente ai bagnanti dello stabilimento, avrà avuto almeno 55 anni, perde la pazienza, alza la voce, ci urla di andare e di dargli retta, poi da due ceffoni sul braccio a uno di noi pur essendo trattenuto dai vigili e afferra uno dei nostri e sotto gli occhi di un agente di polizia locale lo scaraventa sul marciapiede fuori dallo stabilimento provocandogli una ferita sanguinolenta al ginocchio".
È il parapiglia. Arriva l'ambulanza e la polizia di stato che raccolgono le deposizioni e parlottano con i gestori dello stabilimento. Ora scatteranno denunce ed esposti dell'associazione Mare Libero, ma intanto il caso politico è aperto.
"Nonostante le leggi a Ostia ci sono ancora concessionari che considerano il mare e le spiagge come fossero una proprietà privata da gestire in modo padronale - spiega Marco Possanzini consigliere municipale di Sinistra Italiana -. Un fatto del genere dovrebbe far scattare immediatamente l'iter di revoca della concessione. È necessario che la politica batta un colpo, non si può nicchiare davanti a quanto accaduto".
Nella sua ultima ordinanza il sindaco Gualtieri ha previsto l'abbattimento del lungomuro, lotta all'abusivismo e soprattutto la garanzia dei varchi pubblici all'arenile nei pressi degli ingressi privati degli stabilimenti balneari, che dovrebbero almeno 10 su tutta la linea costiera: quello dello stabilimento Marechiaro è il terzo a partire dal Porto Turistico. Ma nella gattopardesca Ostia tutto cambia per non cambiare niente.
