Cadaveri distrutti a Tropea, il sindaco: "Mi sento profondamente colpevole"
Il sindaco di Tropea Giovanni Macrì si sente "devastato" e "basito" dalle indagini della Procura di Vibo Valentia su una serie di presunti illeciti nel cimitero del comune del Vibonese, dove - secondo l'accusa - venivano estratti illegalmente i cadaveri per poi essere distrutti (ne abbiamo parlato QUI). Fatti che il primo cittadino definisce come "un accadimento atroce". "È straziante - scrive Macrì - sentirsi ingannato, e mi sconvolge toccare con mano la fragilità dell’animo umano che é veramente impossibile conoscere fino in fondo".
"Mi sento colpevole". "Mi sento profondamente colpevole, come comandante della nave - aggiunge il sindaco - per non aver colto nessun segnale che mi portasse sulle tracce delle orribili dinamiche che si consumavano tra di noi, evidentemente avvertiti da molti se è stato possibile parlare di 'segreto di pulcinella'. Non intendo scaricare su altri responsabilità e leggerezze di cui mi carico in toto, né le giustifico col lavoro assorbente macinato per due anni senza un giorno di riposo. Al momento rimango confuso, addolorato, sconvolto, atterrito".
Avviare il cammino di riscatto della comunità. Il cimitero "è stato profanato orribilmente" e per questo il sindaco di Tropea intende avviare "il cammino di riscatto che tutti desideriamo dal profondo del cuore lacerato dall’offesa ai nostri amati defunti". "Non so quale saranno le mie decisioni prossime" continua Macrì, ma "con animo afflitto e deluso, incasso il colpo e spero di contribuire a trovare l’energia necessaria ad andare avanti".
"Non ce lo meritavamo". "La nostra comunità non meritava questo - conclude Giovanni Macrì - tante speranze, tanti sogni, tanti sacrifici messi a repentaglio, il colpo subito é fortissimo, per proseguire ci vuole coraggio, ci vuole il coraggio di tutti, solo se questo coraggio emergerà potremo continuare la nostra avventura".
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