Business migranti e Pon. Di Bella: "Comune Vibo viola leggi, Prefettura non serve"
Durissimo affondo nei confronti del prefetto che "andrebbe sostituito" e del sindaco della città. Entrambi ripetutamente in silenzio alle sollecitazioni della Zaleuco
Su "piani di sicurezza, rendiconti non pubblicizzati dei Pon e business dei migranti", alza la voce questa mattina dalle colonne della Gazzetta del Sud il professore Saverio Di Bella che, dopo aver chiesto la testa dei dirigenti di palazzo “Luigi Razza” e del sindaco a capo di un'amministrazione segnalatasi "per manifesta incapacità", punta dritto il prefetto Carmelo Casabona. E non lo fa, questa volta, da presidente della Zaleuco. Ma in prima persona. Puntando l'indice prioritariamente, in questa circostanza, contro la Prefettura e contro chi ne è alla guida, che continua a "non rispondere alle email dei cittadini, né a curarne i problemi". Non solo, dai piani alti di palazzo “Rizzuto” "si insiste a tollerare reiterate violazioni di norme da parte dei sindaci ed in particolare del sindaco della città capoluogo".

I dubbi. Lacune e inadempienze si segnalerebbero, a suo dire, in materia di " bilanci, trasparenza, sicurezza, rendiconti di progetti europei". Nella fattispecie, "i piani di sicurezza sono inesistenti o vecchi – attacca il presidente della Zaleuco – i rendiconti dei Pon restano da pubblicizzare, mentre si attendono quelli dei lavori previsti per tutelare le popolazioni dopo le alluvioni del 2006". Addirittura viene messa in discussione l'efficienza e la necessarietà della Prefettura. "Che cosa ci sta a fare - tuona l'ex parlamentare – se da quando è stata costituita i clan della 'ndrangheta e il giro di affari della criminalità organizzata sono aumentati ?"
Migranti. Insomma, un attacco a 360 gradi che finisce per colpire un modus operandi non condiviso ad ogni livello. Tutt'altro che tenero lo studioso pure rispetto alla gestione dei migranti, un business rispetto al quale da tempo c'è una pesante aria di sospetto. I disperati "sono quasi sempre assegnati, in provincia – evidenzia il docente universitario - a uomini e strutture che puntano a lucrare profitti, confiscando i diritti garantiti ai migranti dallo Stato e dalle convenzioni internazionali". E la Prefettura? "Così com' è – conclude Di Bella sulla Gazzetta del Sud - reca nocumento all'immagine dello Stato su questo territorio ed il prefetto andrebbe sostituito".
