Il vicepresidente della giunta regionale anticipa i punti principali del progetto di snellimento della struttura burocratica calabrese: meno dipartimenti e meno dirigenti, più responsabilità

“Ogni dirigente avrà la sua sfera di responsabilità quindi sarà riconosciuta la dignità del singolo dirigente che esercita il suo ruolo ma sarà anche responsabilizzato il singolo dirigente che non potrà più nascondersi dietro una catena di comando così lunga”. Il vicepresidente della giunta regionale, Antonio Viscomi, spiega la nuova riforma dell’amministrazione regionale ormai in dirittura d’arrivo e che servirà da un lato a “semplificare i rapporti con il cittadino”, dall’altro con l’avvio della rotazione dei dirigenti “a rompere le incrostazioni di potere”.

I contenuti. “I contenuti della riforma – ha spiegato il docente prestato alla politica - sono riconducibili a due fondamenti di base. La struttura burocratica della regione Calabria ha una linea di controllo e di comando molto lunga: dai direttori generali ai responsabili di servizio ci sono tre o quattro livelli di gerarchia. In concreto la riforma va semplicemente ad eliminare questa catena di comando così lunga e introduce un unico modello dirigenziale.

Il cronoprogramma. “Venerdì scorsa sono state completate le caselle cioè i settori con la collocazione delle persone e delle competenze. Ieri si è iniziato a pesare i settori, perché i settori non avranno tutti lo stesso peso. In questa settimana verrà completata la pesatura dei settori e l’individuazione della fascia di rischio ai fini dell’anticorruzione e subito dopo si potrà partire con l’interpello. Si sarebbe dovuto terminare il 29 ma la presenza di Mattarella farà slittare il programma di un paio di giorni”.

Rotazione. “La rotazione è uno degli elementi dell’assegnazione degli incarichi dirigenziali nel senso che fatta la pesatura si procederà all’interpello: i dirigenti dovranno dire dove vorranno andare e qual è il loro settore di preferenza. Nei criteri di attribuzione degli incarichi dirigenziali si terrà conto dell’esperienza, della competenza e della capacità anche di innovare”.

Incrostazioni. “Per molti anni questa regione ha avuto 130 dirigenti: 50 dirigenti di settore e la restante parte dirigenti di servizio. Adesso saranno collocati tutti nello stesso livello con una frantumazione ed un allargamento del potere dirigenziale che porta ad una rottura delle incrostazioni”.