Strade a pezzi a Vibo, la protesta non si ferma: sabato nuovo sit-in sotto la Prefettura
Lanciata la mobilitazione per il 18 aprile: «Dopo il silenzio delle istituzioni, ora servono i fatti. Appello ai commercianti: l'estate è alle porte, non possiamo accogliere i turisti tra i crateri»
Chi pensava che il silenzio della settimana di Pasqua coincidesse con un passo indietro dei manifestanti dovrà ricredersi. La battaglia per la sicurezza stradale e il decoro urbano di Vibo Marina e delle zone costiere riparte con più forza di prima. Gianni Aracri, animatore della protesta, annuncia ufficialmente un nuovo atto di mobilitazione per il prossimo sabato 18 aprile.
Nonostante la comunicazione formale inviata alla Prefettura subito dopo il primo sit-in del 28 marzo, dalle istituzioni non è giunto alcun riscontro tangibile. Un vuoto che ha spinto gli organizzatori a chiamare nuovamente a raccolta cittadini e operatori economici. «Andiamo avanti — spiega Aracri — perché quella "buca criminale" è ancora lì, in attesa di un intervento da parte di Provincia o Comune che tarda ad arrivare. Non è giusto che a muoversi siano sempre i soliti».
La novità di questa seconda fase della protesta è il coinvolgimento diretto del tessuto produttivo delle Marinate. Il messaggio rivolto ai commercianti è netto: il dissesto stradale non è solo un problema di sicurezza, ma un danno economico imminente. Con aprile già inoltrato e la stagione turistica alle porte, presentare il territorio in condizioni di abbandono rischia di essere un boomerang per l'economia locale.
«Questa situazione riguarda tutti — prosegue la nota — non è accettabile accogliere i clienti con strade ridotte a colabrodo. Se le infrastrutture migliorano, il beneficio è collettivo, ma per ottenere risultati serve una presenza di massa».
L'appuntamento è fissato per le ore 10:00 di sabato 18 aprile, sotto i portici della Prefettura. L'obiettivo dichiarato non è solo quello di manifestare il dissenso, ma di ottenere impegni certi e cantieri immediati. Un flash-mob che vuole essere una dimostrazione di unità: «Solo uniti possiamo ottenere risultati. Noi non ci siamo fermati — conclude Aracri — ed è arrivato il momento di dimostrarlo».
