Progetto impianto agrivoltaico nel Vibonese: la Cia dice "no"
«Sì alle rinnovabili, ma non a discapito delle produzioni agricole e della sovranità alimentare»

«Fermare la sottrazione di suolo agricolo alla Piana degli Scrisi e rivedere un modello di sviluppo energetico che rischia di compromettere aree produttive di straordinario valore». È la richiesta avanzata dal vicepresidente della Cia - Agricoltori Italiani Calabria Sud, Nicola Monteleone, in merito al progetto dell’impianto agrivoltaico “Pizzo Vinci”, previsto nei territori comunali di Pizzo, Maierato, Sant’Onofrio e Filogaso.
La presa di posizione arriva dopo la pubblicazione, sul portale della Regione Calabria, del progetto presentato dalla società Fri-El Spa, che prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 45 megawatt con l’installazione di 61.608 pannelli solari su una superficie di circa 100 ettari oggi destinata a seminativi.
Per Monteleone e per la Cia Calabria Sud si tratta di un intervento che rischia di incidere pesantemente su un’area agricola considerata strategica per il territorio vibonese. «La terra deve essere coltivata per produrre cibo», ribadisce il vicepresidente, richiamando la linea già espressa dall’organizzazione durante l’assemblea elettiva territoriale dello scorso febbraio.
La Cia precisa di non essere contraria alla produzione di energia da fonti rinnovabili, ma contesta la scelta di realizzare grandi impianti su terreni agricoli fertili e produttivi. «La transizione energetica – sottolinea Monteleone – non può avvenire sulla pelle degli agricoltori e dei cittadini. Occorre puntare sull’agrisolare, utilizzando i tetti delle strutture agricole e industriali, oltre alle aree dismesse».
Tra gli elementi di criticità evidenziati dalla Cia figura anche la previsione del vincolo preordinato all’esproprio per 213 proprietari dei terreni interessati dal passaggio del cavidotto di collegamento dell’impianto alla cabina elettrica.
La posizione dell’organizzazione agricola si fonda anche sul valore produttivo, storico e paesaggistico della Piana degli Scrisi, un territorio da sempre vocato all’agricoltura e considerato in passato il “granaio del Vibonese”. Un’area nella quale viene coltivato il grano “Rosia”, varietà iscritta nel Registro della Biodiversità della Regione Calabria e riconosciuta dal Ministero dell’Agricoltura tra le varietà italiane da conservazione.
«È un paradosso – evidenzia Monteleone – che mentre si lavora alla valorizzazione delle eccellenze agricole del territorio, si ipotizzi la sottrazione proprio dei terreni dove queste produzioni nascono».
Nel mirino della Cia anche l’impatto sul patrimonio storico e ambientale dell’area, attraversata dall’antica Via Popilia e caratterizzata dalla presenza del Casale degli Scrisi, della fontana settecentesca, dei resti dell’antica Rocca Angitola e dell’area dell’Oasi del Lago Angitola.
«Non possiamo permettere – afferma il vicepresidente della Cia Calabria Sud – che, in nome di una transizione green senza una programmazione adeguata, vengano compromessi terreni agricoli altamente fertili e il futuro delle nostre produzioni».
Monteleone annuncia quindi il sostegno della Cia all’Associazione Contadini Maierato (Acm), che venerdì 24 luglio, presso il Centro di aggregazione sociale di Maierato, promuoverà un’assemblea pubblica per coinvolgere cittadini e associazioni nelle iniziative di contrasto al progetto.
«La tutela del territorio agricolo – conclude il vicepresidente della Cia Calabria Sud – deve rappresentare una priorità nelle scelte che riguardano il futuro del Vibonese».
