Roberto Occhiuto, presidente dimissionario della Regione Calabria, ha spiegato in un’intervista a La Stampa le ragioni che lo hanno portato ad anticipare le elezioni regionali, previste ora per il 5 e 6 ottobre 2025. “Ho dato tanto per la Calabria, ho anche messo a rischio la mia salute in questi 4 anni”, ha dichiarato. “Se anticipo le elezioni è per continuare il lavoro che sto facendo: sulla gestione dei rifiuti, sugli aeroporti, o sui consorzi di bonifica, che prima erano 11 e ora è uno solo”.

Occhiuto ha sottolineato che “l’opposizione ha avuto 4 anni per costruire un’alternativa. Se in tutto questo tempo non hanno trovato un leader con cui sfidarmi, le colpe sono solo loro”. Ha poi precisato: “Non sarà un voto contro la magistratura, non cerco una vittoria contro i pm”.

La decisione di dimettersi, ha spiegato, non è legata all’avviso di garanzia ricevuto, ma “all’effetto che ha provocato”. “Nella macchina amministrativa era cresciuta la classica ‘paura della firma’”, ha detto. “Si era insinuato il pensiero che fossi destinato a fare la stessa fine degli altri presidenti di Regione indagati prima di me, archiviati sia giuridicamente, sia politicamente. Mi vedevano come uno zombie, un presidente azzoppato. Non riuscivo più a risolvere questioni che in altri tempi avrei chiuso in 3 giorni”.

Occhiuto ha espresso fiducia: “Confido di essere archiviato nei prossimi mesi, anche se so che i tempi della giustizia non sono quelli della politica”. E ha aggiunto: “Una vittoria mi darebbe comunque slancio per convincere e ridare stimoli ai dirigenti più riottosi. Quelli che pensano che la mia esperienza sia finita e che hanno tirato i remi in barca”.

Sulla magistratura ha ribadito: “Si deve guardare con molto rispetto al lavoro della magistratura in una regione come la Calabria. Non cambio opinione perché sono rimasto impigliato in un’inchiesta”.

Infine, sulla sanità: “C’è molto da fare e molto abbiamo fatto. Tra poco la Calabria avrà tre nuovi ospedali i cui progetti erano fermi da 20 anni: uno è concluso, due quasi finiti”. Ha rivendicato anche i risultati amministrativi: “Abbiamo chiuso bilanci che in alcune Asp erano ‘aperti’ da 12 anni”. E ha concluso: “Nell’ultimo anno la Calabria è stata la regione che è cresciuta di più nei livelli essenziali delle prestazioni. Ho scelto dirigenti bravi, anche provenienti da Regioni di centrosinistra. Non abbiamo la bacchetta magica, ma c’è un lavoro che va portato avanti”.