Tentato omicidio a Vibo, Libera scende di nuovo in piazza: "Città in preda alla violenza"
“Quanto è accaduto a Vibo Valentia è di una brutalità inaudita”. Così commenta il coordinamento provinciale di Libera in merito al tentato omicidio di sabato scorso. “Ci sono loro ma ci siamo soprattutto noi- hanno dichiarato i membri dell’associazione - il territorio vibonese non è disposto a correre il rischio di fare passi indietro nel difficile e complesso percorso del riscatto e della rinascita”.
Per il coordinamento provinciale di Libera è “espressione di una precisa mentalità che affonda le radici nella sottocultura della violenza, dell’omertà e della legge del più forte. Viviamo in contesti complessi in cui, purtroppo, troppo spesso sono i nostri giovani a divenire attori di fatti di sangue, affascinanti da un mondo criminale che risolve le controversie con la sola legge del sangue e delle armi”. E ancora: “Siamo consapevoli che vi è la necessità di interrogarci come educatori, come istituzioni, come attori del sociale, come genitori ma, ancor prima, come cittadini e cittadine su che tipo di presente vogliamo vivere e che futuro vogliamo costruire per le generazioni che verranno”.
Il rischio per i membri del sodalizio è “che fatti come questi possano passare in sordina, normalizzando ciò che normale non è, abituandoci a questo tipo di notizie di cronaca che finiscono inevitabilmente per alimentare un silente senso di rassegnazione. Questo non può avvenire”. E’, quindi, “necessario essere sentinelle attente a difesa dei nostri luoghi, ritrovarci ed alimentare la nostra speranza, è necessario rispondere alla sottocultura della violenza con la voce del rispetto e della responsabilità, perché crediamo fermamente che la nostra città debba avere un futuro scevro dai disvalori di una mentalità ‘ndranghetista e che spetti a ciascuno di noi fare la propria parte affinché ciò avvenga”.
Per l’associazione Libera “le forze dell’ordine e gli inquirenti hanno fatto il loro lavoro ma il cambiamento è un processo lungo che ha bisogno di ciascuno di noi: riprendiamoci le nostre piazze, non possiamo vivere nella paura”. In conclusione: “Abbiamo deciso, dunque, di indire un sit-in per sabato 23 ottobre alle ore 18,30 in piazza XXIV maggio. Vogliamo dare seguito alle parole forti e chiare del Procuratore Falvo e del Colonnello Capece, pertanto, lanciamo un appello rivolto a tutto il territorio vibonese per ribadire, ancora una volta, da che parte stiamo e far sentire la nostra voce, una voce di libertà che sovrasti il rumore degli spari”.
