Otto consiglieri dell'Ambito territoriale di caccia VV1-Bruno Manduca, Fausto Decaria, Luigi Colarusso, Onofrio Casuscelli, Giuseppe Mari, Nicola Pascali, Antonio Macrì e Domenico Marino-sollecitano, ancora una volta l'accesso agli atti "considerato che alle numerose richieste precedenti l'Atc ha risposto con la revoca di alcuni consiglieri che, considerata la mancanza di agibilità democratica, non hanno partecipato per tre volte di seguito, e quindi si sono appellati ad un articolo del regolamento che ne prevede la decadenza, senza peraltro considerare che in periodo di pandemia forse erano giustificati".

I suddetti consiglieri si domandano: "L'accesso agli atti, non è forse regolato da una legge? Ma come mai l'ATC non risponde? Ci sarà qualcosa da nascondere?
Ma non è legittimo domandarsi come mai nella relazione dei Revisori dei Conti c'è scritto: 'dalle verifiche dell'anno in corso si nota, che le disponibilità liquide sono state decurtate, in termini consistenti … ”.
Non vi sembra legittimo porsi qualche domanda? Considerando che le richieste sono state spedite con pec anche ai dirigenti dell'Ufficio Caccia e all'assessore di competenza della Regione Calabria, (organo di controllo) come mai nessuno risponde? Noi non pensiamo affatto che ci siano delle connivenze, anche se in più occasioni qualche componente dell'Atc ha millantato coperture politiche e dirigenziali.
La nostra speranza è che la politica locale e regionale non lasci un’intera categoria di persone per bene, come i cacciatori, alla mercé di Azzeccagarbugli senza scrupoli ed intervenga al più presto per ripristinare quelle regole basilari che regolano i vari Enti, quali la trasparenza, l’efficacia e l’efficienza. Chiediamo solo trasparenza".