Nuova scossa giudiziaria nell'inchiesta che punta a smantellare un presunto sistema illecito di gestione di appalti e concorsi pubblici nella sanità siciliana. Il Tribunale del Riesame di Palermo ha accolto l’appello dei magistrati inquirenti, disponendo misure restrittive nei confronti dell’ex deputato nazionale Ferdinando Aiello e dell’imprenditore Sergio Mazzola. Dopo il rigetto iniziale del Gip, la posizione dei due indagati si aggrava. Per Ferdinando Aiello, già consigliere regionale ed ex parlamentare del Pd, il collegio presieduto da Annalisa Tesoriere ha disposto l’obbligo di dimora. Per Sergio Mazzola, titolare della Euroservice Srl, è scattato invece il divieto temporaneo di esercitare attività d’impresa.

Ferdinando Aiello

Per Mazzola, l'accusa è stata riqualificata in traffico di influenze illecite, la stessa contestazione che vede al centro l’ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, attualmente agli arresti domiciliari. Dalle decisioni del Riesame emerge una rivalutazione del ruolo dei mediatori nelle presunte agevolazioni alla multinazionale Dussmann Service. Se da un lato sono stati respinti gli appelli dei PM contro i pubblici funzionari e i vertici della commissione di gara (le cui posizioni non sono state ritoccate), dall'altro i giudici hanno posto l'accento sull'incremento del valore delle prestazioni e del volume di lavori. Un meccanismo in cui Mazzola e la sua Euroservice avrebbero giocato un ruolo chiave, integrando l'ipotesi di traffico di influenze.

Mentre per figure come l'ex direttore generale Alessandro Maria Caltagirone e i responsabili della Dussmann l'appello dei PM è stato respinto, resta alta la pressione sull'ex governatore Cuffaro. In udienza, la Procura ha chiesto di ripristinare le ipotesi di corruzione e associazione per delinquere anche in merito alla vicenda di Siracusa, pur non richiedendo un aggravamento della custodia cautelare oltre i domiciliari.

In questa complessa rete di relazioni, esce dai radar del Riesame il deputato Saverio Romano: sebbene indagato, la Procura non ha impugnato il precedente rigetto della misura cautelare nei suoi confronti, stabilizzando la sua posizione in questa fase del procedimento.