Reinserire è meglio che punire (VIDEO)
La questione carceraria resta sempre centrale, nelle riflessioni sulla funzionalità complessiva del sistema giudiziario italiano, tra domanda di sicurezza sociale, richiesta di «effettività della pena» e necessità di trattamenti detentivi non contrari ai principi di umanità. Tematiche che misurano il senso etico di un popolo e il suo grado di civiltà, sebbene negli ultimi trent’anni, questa materia sia stata influenzata da visioni ideologiche.
Questione di cultura, non solo giudiziaria. Perché l’evoluzione dell’opinione pubblica ha sterzato verso un concetto di applicazione della giustizia in senso esclusivamente punitivo, ovvero vendicativo partendo da un’idea che immagina la presunzione di colpevolezza e non più di innocenza, per cui, se sei garantista sei ladro o comunque connivente con il malaffare, se non lo sei, invece sei un forcaiolo, un meccanismo perverso, dove devi dimostrare non di non essere colpevole ma di essere innocente. La Camera Penale di Vibo Valentia ha pensato di avviare un dibattito su queste tematiche mettendo a confronto avvocati, magistrati e giornalisti.
Presente anche Luca Muglia, Garante dei detenuti in Calabria, l’aspetto più interessante è l’aver coinvolto l’associazione “Nessuno tocchi Caino”, lega internazionale di cittadini e di parlamentari che da trent’anni si interessa delle problematiche drammaticamente esistenti nelle carceri. Presenti i vertici nazionali di Nessuno tocchi Caino, l’occasione del dibattito ha fornito l’opportunità di una visita, informativa ed ispettiva, nella Casa Circondariale di Vibo Valentia
