Il gip di Messina ha disposto l'applicazione agli arresti domiciliari e la revoca della custodia cautelare in carcere per Antonio Di Costa e Giuseppe Mazzone

Lasciano il carcere i vibonesi Antonio Di Costa 26 anni di Ricadi e Giuseppe Mazzone, 49 anni di San Gregorio d'Ippona. Sono state infatti accolte dal gip di Messina Tiziana Laenza le istanze difensive degli avvocati Giovanni Vecchio e Sandro D’Agostino con cui si chiedeva l’applicazione degli arresti domiciliari e la revoca della custodia cautelare in carcere.

Operazione "Scala reale". I due vibonesi erano rimasti coinvolti in una vasta operazione antidroga che ha interessato oltre la provincia di Messina anche quelle di Reggio Calabria e Vibo Valentia. Nel luglio del 2017 era stata emessa ordinanza di custodia cautelare in carcere dal gip del Tribunale di Messina, su richiesta rispettivamente della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo peloritana . Le accusa riguardavano la partecipazione ad un’associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti anche a minori, nonché detenzione illegale di armi da fuoco. 

Le ipotesi accusatorie. La Dda di Messina ipotizza l’esistenza di un collegamento con le articolazioni territoriali della ‘ndrangheta reggina e vibonese, che gestiva una larga fetta dello smercio di marijuana e cocaina nella zona di Patti e nei centri vicini. Gli indagati, oltre che gestire una propria fiorente rete di spaccio ad dettaglio nella rispettiva zona di residenza, avevano costituivano anche un ulteriore canale di fornitura ad altri spacciatori dell’hinterland tirrenico della provincia peloritana dello stupefacente, proveniente interamente dalla Calabria dove i vertici del sodalizio sgominato potevano contare su stabili e consolidati rapporti “commerciali” con persone contigue alla ‘ndrangheta di Vibo Valentia e di Rosarno in provincia di Reggio Calabria.  Il provvedimento cautelare aveva riguardato anche i due vibonesi che ora lasciano il carcere per essere sottoposti alla misura degli arresti domiciliari.

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