Domani il boss Giuseppe Accorinti e il suo presunto complice Domenico Timpano compariranno davanti al Gip per l'udienza di convalida del fermo dopo il conflitto a fuoco con i carabinieri

L'inseguimento, la sparatoria e i rischi a cui l'arma è stata esposta per arrivare alla cattura di un boss del Vibonese. Da qualche giorno, vige il silenzio nell'Arma. L'arresto di Giuseppe Accorinti, bloccato venerdì scorso sulle strade del Poro, non viene in alcun modo commentato dall'Arma dei carabinieri. "Non posso parlare" - ha dichiarato il capitano Dario Solito alla Gazzetta del Sud, mantenendo sul fatto il più stretto riserbo.


Accorinti si trovava a bordo di una Fiat Panda di colore rosso, guidata da Domenico Timpano, 33 anni, di Rombiolo. L'uomo è stato bloccato e arrestato dai carabinieri mentre Timpano è riuscito ad eluderne la sorveglianza e ripartire con la medesima auto per poi presentarsi in ospedale con lo sportello della Fiat Panda centrato da un proiettile. In ospedale sono arrivati anche i carabinieri che lo hanno dichiarato in arresto. 

Nei confronti di entrambi gli indagati, l'ipotesi è di tentato omicidio. Stando alla ricostruzione dei carabinieri, infatti, all'alt non solo nn si sarebbero fermati, ma avrebbero tentato di travolgerli. Domani i due indagati compariranno davanti al Gip per la convalida del fermo. Solo successivamente si potrà conoscere il reale svolgimento dei fatti.