Consiglio sulla sanità: chiesta l'attivazione di una commissione d'inchiesta
E' il consigliere regionale Carlo Guccione a chiedere in base al regolamento l'attivazione di una commissione d'inchiesta sugli ultimi sei anni di commissariamento sulla Sanità
"Forse sarebbe stato il caso di portare in aula un piano già redatto e alternativo a quello della struttura commissariale; le minoranze avrebbero potuto emendarlo e si sarebbe potuto discuterlo". L'esecutivo chiede l'approvazione di un documento che solleciti il governo ad un ripensamento nei confronti del commissariamento in Calabria ma l'aula si aspettava le barricate. E così il governatore che ha recitato in questi ultimi mesi il ruolo del "fustigatore" del duo commissariale risulta nella seduta del Consiglio regionale di oggi molto più "istituzionalmente garbato". Annuncia la prossima organizzazione degli Stati generali della Sanità a cui invitare operatori e tutti i soggetti coinvolti nel settore sanitario chiamato a partorire una proposta che la giunta regionale farà sua e che dovrà passare al vaglio di Palazzo Campanella. Un piano alternativo a quello operativo 2016/2018 che la struttura commissariale ha già predisposto e che è stato trasmesso al tavolo interministeriale per le opportune verifiche. "Approveremo il piano in funzione di supplenza del commissario" ha arringato Oliverio ma l'assemblea, in maniera bipartisan, si aspettava di più.
Fuoco amico. Netto è stato il consigliere Carlo Guccione che ha criticato la posticipazione, senza frutto, del consiglio sulla sanità. "Si è atteso un'interlocuzione romana che non ha portato nessun risultato - ha bacchettato Guccione - e si è convocata l'aula quando la frittata era fatta alzando la voce adesso che le decisioni sono già state prese. Si tratta di un grave errore politico". Pessimista poi sul futuro che ancora attende la regione nel comparto sanitario: "Se non rinegoziamo le regole il commissariamento durerà ben oltre il 2018" è stato il monito del consigliere che ha quindi chiesto di avviare immediatamente un confronto con il governo per rivedere le "regole d'ingaggio del piano di rientro". Il pareggio di bilancio per due anni consecutivi e la fuoriuscita dal commissariamento, è la prospettiva lanciata dall'outsider dem che però non si è limitato ad essere propositivo ma ha anche avanzato la proposta di avviare una commissione d'inchiesta sulla sanità calabrese nei 6 anni di commissariamento. "Lo prevede il regolamento" ha proseguito censurando poi la direzione aziendale di Asp che hanno "prorogato la gestione di servizi con conseguente lievitazione di costi".
Barricate. Molto meno "politicamente corretto", invece, Giuseppe Aieta (Pd) che senza indugi ha chiesto la "rimozione" del duo commissariale e la "revoca" del famigerato decreto 30. Il consigliere si è detto d'accordo con la predisposizione del piano da far adottare alla Giunta ma il documento, secondo Aieta, dovrebbe essere trasmesso anche al ministro Lorenzin. Molto critico anche, Fausto Orsomarso (Misto), che attendeva di leggere in aula il piano alternativo ma non un documento "carente e senza soluzione".
Voto. Dopo sei ore di dibattito il presidente dell'assemblea Nicola Irto pone ai voti il documento illustrato dal capogruppo del Pd Sebi Romeo. Ncd si sfila, è Sinibaldo Esposito a censurare l'atto a cui è mancata la "dovuta concertazione" e ad annunciare l'astensione del gruppo. Il Misto, con Orsomarso, bolla il documento come "carente" e si prepara a votare contro mentre Forza Italia annuncia il voto favorevole. Il documento viene approvato a maggioranza.
Il documento. "Il Consiglio regionale condivide la proposta avanzata dal presidente della Giunta regionale, dai consiglieri regionali, da numerosi consigli e giunte comunali, da molteplici associazioni di categoria e rappresentanze sindacali di revocare i decreti 25/2016, 26/2016, 27/2016 e 30/2016. Approva la relazione del presidente della Giunta regionale Mario Oliverio; chiede, altresì, si pervenga ad una nuova proposta di riorganizzazione attraverso l'attivazione di un'adeguata concertazione istituzionale. Chiede la rinegoziazione del piano di rientro attraverso misure e criteri più flessibili, tali da consentire dal piano stesso. Il Consiglio regionale chiede che il governo nazionale assuma ogni utile iniziativa finalizzata al superamento della gestione commissariale dei servizi sanitari regionale calabrese. Auspica, inoltre, che possa trovare compimento anche attraverso l'emanazione di uno specifico decreto da parte del Consiglio dei ministri, una iniziativa legislativa tesa al superamento dei piani di rientro attualmente nelle regioni italiane e la conseguente soppressione delle relative gestioni commissariali". (Cz1)
